Roma, padre-orco paga stranieri per stuprare figlia 15enne disabile

L’orrore è andato in scena a Monteverde, nella casa del papà-orco; grazie alla collaborazione di un nigeriano i fatti vengono a galla

Roma, padre-orco paga stranieri per stuprare figlia 15enne disabile

Una situazione che ha dell’incredibile, che riempie di orrore e disgusto, quella avvenuta a Monteverde (Roma). Qui il padre di una ragazzina disabile di soli 15 anni pagava degli uomini di colore perchè stuprassero la figlia, il tutto mentre lui riprendeva quelle orribili immagini con la telecamera del suo cellulare. Per lei, incapace di difendersi, di parlare e perfino di gridare per chiedere aiuto a causa della disabilità mentale che la affliggeva fin dalla nascita, l’incubo ha avuto inizio nell’estate del 2017.

Il fatto, che ha a dir poco lasciati increduli gli agenti che si sono occupati delle indagini iniziali, è potuto venire a galla grazie alla denuncia di un ragazzo nigeriano. Quest’ultimo era stato contattato dal padre-orco della 15enne, che gli aveva proposto il pagamento di 20 euro se avesse consumato un rapporto sessuale con la figlia. Immediata la segnalazione dell’episodio alle forze dell’ordine, che hanno chiesto ed ottenuto la sua collaborazione per incastrare il mostro: per il nigeriano, in cambio, una ricompensa inattesa, ovvero il riconoscimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Per il padre della disabile, dopo che una perizia psichiatrica ha contribuito a definirlo capace di intendere e volere e perfettamente sano di mente, la Procura ha richiesto una condanna a 16 anni di carcere. A nulla sono valsi i suoi pianti in aula, nè, tantomeno, le surreali motivazioni addotte per giustificare l’orrore di cui si è macchiato: “Ho sbagliato, pensavo a certe intimità come cura”, avrebbe detto l’uomo durante un interrogatorio, come riportato da “Il Messaggero”.

Pronta la condanna anche per due stranieri, che avrebbero preso parte alle violenze: in un sms mandato al padre-orco, uno dei due avrebbe addirittura scritto:

“Non importano i soldi, lo faccio per aiutare tua figlia”. Chiesti per entrambi 2 anni e 8 mesi di pena. Per l'adolescente richiesto 1 milione di euro di risarcimento, col Campidoglio a costituirsi come parte civile.

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