«La svolta nello stile ci sta premiando»

«La svolta nello stile ci sta premiando»

RomaIn un mercato che stenta a ripartire, il gruppo Renault ha preso il volo: con quasi 70mila immatricolazioni (+27,5%) nel primo semestre ha conquistato l'8,5% di quota, la più alta da 30 anni. Un risultato da incorniciare non solo per la marca Renault, ma anche per Dacia, che ha aumentato le vendite di oltre il 40% rispetto a un anno fa. Il direttore generale di Renault Italia, Bernard Chrétien, spiega l'ottima performance con «il profondo rinnovamento della gamma, a cominciare da uno stile che ha reso i modelli più attraenti e le offerte giuste al momento giusto, come la disponibilità di versioni a Gpl per tutte le Dacia».

Quanto basta, con un portafoglio ordini ben fornito e altre importanti novità in arrivo (a cominciare dalla nuova Twingo in autunno) per guardare con fiducia alla seconda parte del 2014.

«All'orizzonte - aggiunge però Chrétien - non vedo nessun segnale che faccia credere in una robusta ripresa. La domanda in Italia da parte dei privati rimane debole».

Com'è cambiata, con la crisi, la rete vendita di Renault?

«Abbiamo ridotto il numero dei concessionari a meno di 100, perché le entità più piccole non erano abbastanza strutturate per affrontare bene gli impegni. Accoglienza e professionalità, sia al momento della vendita sia dopo, con l'assistenza, sono i due punti su cui cerchiamo di migliorare».

La clientela continua a preferire i modelli tradizionali, come Clio, o non convenzionali ma trendy come il crossover Captur e il Suv low cost Dacia Duster. Ancora pochi, invece, danno fiducia ai veicoli elettrici su cui Renault ha puntato molto...

«È vero, le auto a batteria, al momento, non sono un successo. Ma anche le ibride all'inizio non lo erano e c'è voluto un po' prima che cominciassero a prendere piede. Intanto, Renault è la marca leader del mercato».

Twingo è un altro esempio della vostra capacità di innovare. Quali le attese per il nuovo modello?

«È un'auto fatta e finita, con tutti

i contenuti - dall'agilità allo spazio, dalla visibilità alla tecnologia - da cui le piccole oggi non possono prescindere. E arriverà fin dall'inizio con le 5 porte, che per la clientela italiana sono un valore aggiunto».

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