Torino, indagata la maestra. "Per antifascismo vale pena"

Prova a difendersi: "Ora mi sento stupida". Fascicolo sugli scontri in mano ai pm

Torino, indagata la maestra. "Per antifascismo vale pena"

"Non auguro davvero la morte a nessuno ma ero arrabbiatissima. Ho detto quello che pensavo ma è stato travisato". Prova a difendersi così Lavinia Flavia Cassaro, la maestra di scuol elementare al centro della polemica per le parole urlate ai poliziotti a Torino, nel corteo che giovedì è sceso in strada contro CasaPound.

Un tentativo di giustificarsi, quello dell'insegnante, che arriva nel giorno in cui il fascicolo sui fatti passi al pm Antonio Rinaudo. Ai poliziotti ha augurato di morire, ma ora sostene che non parlasse ai singoli agenti, "ma all'apparato che difende il fascismo".

Oltre all'inchiesta giudiziaria c'è anche un caso disciplinare aperto contro la Cassaro, che in un'intervista al Corriere della Sera sostiene di avere "provato più volte l'abuso di potere del sistema fascista".

L’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte ha notificato oggi il procedimento disciplinare nei confronti della docente che, durante la manifestazione tenutasi a Torino la settimana scorsa, ha usato espressioni violente nei confronti delle forze dell’ordine. La sanzione prospettata è quella del licenziamento.

Dal giorno degli scontri la maestra non è più tornata in classe. "Il mio licenziamento è una certezza.

Così voi tutti vi sentirete più sicuri senza la maestra cattiva e loro avranno una scusa per cacciarmi dal sistema scolastico. Avrete la mia testa e sarete tutti felici e contenti". Ma non si pente: "Per l'antifascimo questo e altro".

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