"Speculazioni? Non mi pento". La "lezione" di Soros all'Italia

La più grande preoccupazione del finanziere è l'Italia: "La popolarità di Matteo Salvini è in declino ma è in ascesa quella di Giorgia Meloni, ancora più estremista"

"Speculazioni? Non mi pento". La "lezione" di Soros all'Italia

Il finanziere liberal George Soros, fondatore dell'Open Society Foundations e importante sponsor del Partito democratico degli Stati Uniti, torna a parlare delle sue azioni speculative che l'hanno reso ricco, ricchissimo, e al contempo famoso, prima di riciclarsi nei panni del "filantropo". Intervistato dal quotidiano La Repubblica, alla domanda sulla palese contraddizione fra la passione per l'Europa e l'azione speculativa - contro il nostro Paese - che all'epoca attaccò il Sistema monetario europeo, Soros dice di non pentirsi di nulla. "C'era una inefficienza di mercato, ho visto un'opportunità. Era una scommessa asimmetrica a miofavore su cui puntavo tutto il mio capitale. Non ho nessuna remora, sono soltanto arrivato primo e c'è sempre un rischio". Nel nostro Paese l'attività del finanziere di origine ungheresi con ambizioni filantropiche, che si ispira al filosofo Karl Popper, è storia degli ultimi 30 anni. Amico di Romano Prodi, Soros diventa celebre nel nostro Paese durante il cosiddetto "mercoledì nero" del 16 settembre 1992, quando la lira italiana e la sterlina inglese sono costrette ad uscire dal Sistema Monetario Europeo (Sme) a seguito di una speculazione finanziaria da lui condotta attraverso il fondo Quantum. Quel giorno, lo "squalo" della finanza vende lire allo scoperto comprando dollari, costringendo così la Banca d'Italia a vendere 48 miliardi di dollari di riserve per sostenere il cambio e portando la nostra moneta a una svalutazione del 30%.

Soros: "Contro di me un complotto internazionale

Nonostante gli acclarati finanziamenti della sua fondazione a partiti politici, organizzazioni non governative politicizzate, onlus che favoriscono l'immigrazione in tutto il mondo, George Soros spiega di essere vittima di un complotto della destra e anche di certa sinistra. "Una volta c'era il complotto giudaico-bolscevico adesso è chiamato solo il complotto ebraico. La verità è che il complotto internazionale è contro di me. Quando combatto la discriminazione, l'esclusione razziale, i regimi totalitari, porto avanti la missione della mia vita, in trasparenza" racconta a La Repubblica. Il punto è che con i fondi che elargisce alle organizzazioni progressiste in Europa e negli Stati Uniti, Soros vuole modellare il mondo a sua immagine e somiglianza. Esempio eclatante? Quanto accaduto in Ucraina. Chi si stupisce dei metodi impiegati dal magnate dovrebbe ascoltare l’intervista rilasciata alla Cnn nel quale lo stesso fondatore della Open Society ammette di aver avuto un ruolo cruciale nei fatti di EuroMaidan nel 2014. "Ebbene ho creato una fondazione in Ucraina prima che diventasse indipendente dalla Russia. La fondazione è in funzione da allora e ha giocato un ruolo importante negli eventi attuali". Parole sue.

I nemici? Russia, Cina e i sovranisti come Trump: "Mi preoccupa Giorgia Meloni"

Come in ogni intervista, il magnate stila la lista degli acerrimi nemici. Soros, dal suo campo da tennis, parla di una "crisi più grave dalla Seconda Guerra Mondiale" e sottolinea che"l'Europa è molto più vulnerabile, più degli Stati Uniti" e che ha nemici "sia interni che sterni". Secondo il finanziere, Donald Trump è destinato a perdere: "Trump sarà un fenomeno transitorio che spero si concluderà già alle elezioni di novembre" sottolinea il magnate. Riguardi nemici interni dell'Ue, Soros cita "Viktor Orbàn in Ungheria e Jaroslaw Kaczynski in Polonia". "La mia principale preoccupazione però riguarda l'Italia. La popolarità di Salvini è in declino ma è in ascesa quella Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia, ancora più estremista e della stessa coalizione" dice Soros.

Tra i nemici esterni Soros guarda alla Cina. "La Russia era il nemico più pericoloso ma la Cina l'ha superata" afferma. Con i suoi novant'anni appena compiuti, George sicuramente ne sa parecchie. E può ancora incidere sul mondo.

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