
Lo scrittore torinese Giuseppe Culicchia (foto) è il nuovo direttore della Fondazione Circolo dei Lettori. Culicchia guiderà la direzione culturale e operativa della Fondazione del Circolo dei Lettori nelle sue sedi a Torino, Novara e Verbania con il Circolo della musica a Rivoli per il triennio 2025-2028. Il consiglio di gestione della Fondazione, composto dal presidente Giulio Biino e dai consiglieri Elena D'Ambrogio Navone e Massimo Pedrana ha così motivato la nomina: «Il profilo di Giuseppe Culicchia è risultato il più adatto a dirigere il lavoro della Fondazione Circolo dei Lettori, per proseguire e innovare un'istituzione centrale in Italia per produzione culturale, di pensiero e promozione del libro». Culicchia è stato scelto a seguito dell'avviso di selezione pubblicato il 2 febbraio scorso. «È per me un grande onore essere chiamato alla direzione della Fondazione Circolo dei lettori - e delle lettrici! - di Torino: la città che amo, la città di La donna della domenica e dell'Einaudi, della Utet e della Paravia, della Edt e del Salone Internazionale del Libro - ha detto Culicchia - Torino è casa mia, nostra, di tutte e tutti voi che amate la lettura, e che avete eletto il Circolo a luogo del cuore. Mi impegnerò al massimo per proseguire l'ottimo lavoro svolto da chi mi ha preceduto». Il Circolo - ha detto Culicchia - è «un punto di riferimento e d'incontro, di dialogo e di confronto, capace di coagulare l'interesse di chi ama i libri».
Culicchia, classe 1965, ha pubblicato una trentina di libri tradotti in dieci lingue e ha tradotto, fra gli altri, Mark Twain, Francis Scott Fitzgerald e Bret Easton Ellis.
«Un grande benvenuto e tanti auguri di buon lavoro al nuovo direttore del Circolo dei lettori Giuseppe Culicchia - è il messaggio di Annalena Benini, direttrice editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino - conosciamo bene la sua passione per il mondo dei libri e della letteratura e il suo impegno per la promozione della lettura per adulti e ragazzi, e siamo certi che la nostra collaborazione sarà come sempre fruttuosa, libera e viva».
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