
Il fondo Centerbridge ha avviato un'azione legale in Inghilterra per annullare l'accordo di acquisto di Banca Progetto da Oaktree Capital Management, il fondo di investimento che in Italia, tra l'altro, è proprietario dell'Inter. L'intesa era stata firmata poco prima che l'istituto di credito finisse al centro di una crisi dovuta ad accuse di concessione di prestiti a società collegate alla mafia. È quanto riporta Bloomberg. Secondo la documentazione legale datata 5 marzo, Red UK Holdco, affiliata a Centerbridge, ha chiesto a un giudice di Londra di dichiarare il diritto alla rescissione immediata dell'accordo. Il fondo sostiene che le condizioni per la finalizzazione dell'acquisto non siano state soddisfatte, poiché Banca Progetto non avrebbe risolto carenze nei controlli antiriciclaggio prima della firma a settembre.
Poco più di un mese dopo la conclusione dell'intesa, il Tribunale di Milano ha posto la banca sotto amministrazione giudiziaria su richiesta dell'autorità antimafia italiana. Secondo le accuse, Banca Progetto avrebbe erogato prestiti garantiti dallo Stato a società indirettamente gestite da persone legate alla ndrangheta. Centerbridge ha affermato che questa situazione costituisce una violazione dei termini.
Dopo l'ordinanza del Tribunale di Milano, la Banca d'Italia ha avviato un'indagine che, il 21 marzo, ha portato alla decisione di sottoporre Banca Progetto a una procedura di amministrazione straordinaria anche per via di 110 milioni di perdite non contabilizzate che al 30 settembre scorso si sono tradotte in un Npl ratio del 17% e in un Total capital ratio del 9,3%, ben sotto il requisito minimo del 10,1 per cento. Secondo Via Nazionale, il «modello di crescita non prudente» è stato promosso dall'ex ad Paolo Fiorentino (in foto), «che ha minimizzato la portata del deterioramento della qualità dell'attivo sulla scorta della copertura assicurata dalle garanzie pubbliche».
Oaktree aveva acquisito la banca, che poi sarebbe diventata Banca Progetto, dieci anni fa. All'epoca, il portafoglio prestiti dell'istituto ammontava a soli 50 milioni di euro, ma alla fine del 2023 erano saliti a 7,6 miliardi di euro, secondo il comunicato di vendita dello scorso settembre.
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