
Giuseppe Castagna segna il primo round del risiko bancario. L'Opa del Banco Bpm su Anima Holding si è infatti chiusa con l'adesione del 67,97% del capitale. L'istituto di Piazza Meda, che già dispone del 21,9%, sale così all'89,95% della società di gestione del risparmio. Una volta chiusa l'Opa al Banco farà capo una quota di Mps del 9% (il 5% detenuto direttamente, il 4% con Anima) che potrebbe rivelarsi decisiva per i destini dell'offerta di Mps su Mediobanca. Al tempo stesso, la conquista di Anima - con il niet, però, di Bce e Eba a concedere il cosiddetto Danish Compromise - rende più onerosa l'Ops lanciata sull'istituto di Castagna dall'Unicredit di Andrea Orcel. Che ha intanto incassato il via libera di Consob e quello della Bce. E sempre da Francoforte in questi giorni è arrivata l'autorizzazione al Credit Agricole per salire al 19,9% di Piazza Meda. I francesi restano così la spina nel fianco di Orcel pur chiarendo che non intendono lanciare, a loro volta, un'Opa sul Banco Bpm. Le ultime mosse del risiko si intrecciano con la battaglia sulle Generali: secondo gli ultimi aggiornamenti Consob, Unicredit detiene il 5,543% del capitale del Leone tra partecipazione diretta e indiretta. In particolare, al 1 aprile, l'istituto aveva il 5,266% come «diritti di voto riferibili ad azioni» mentre la restante parte del pacchetto è riferibile a posizioni lunghe con regolamento fisico (0,133%) e in contanti (0,144%). Secondo fonti finanziarie, però, la quota potenziale potrebbe già avvicinarsi al 10 per cento. Nel frattempo, l'ad di Banca Mediolanum, Massimo Doris, ha risposto così a chi gli chiedeva se il voto delle Sgr del gruppo che hanno sottoscritto la lista di Assogestioni per il cda delle Generali sia speculare alla posizione di Mediolanum: «No, potrebbero essere diverse le decisioni, perché io guardo alla banca, agli azionisti della banca, la Sgr guarda ai sottoscrittori, ai clienti». Mediolanum è azionista di Mediobanca, che a sua volta ha presentato la sua lista di maggioranza. Le sgr delle gruppo, avendo aderito, voteranno la rosa di nomi proposta da Assogestioni.
Doris ha comunque puntualizzato che «i fondi agiscono nell'interesse dei sottoscrittori, quindi hanno una visione diversa da quella che può essere il singolo sottoscrittore». Un chiarimento necessario perché la presentazione di una terza lista per il rinnovo del cda del Leone potrebbe sfavorire la lista di maggioranza di Mediobanca contrapposta a quella di minoranza del gruppo Caltagirone.
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