Fmi: "L'Imu sulla prima casa è necessaria"

La Lagarde non vuole lo stop all'Imu sulla prima casa. Ora Letta e Napolitano ci dicano chi prende le decisioni per il Paese

Christine Lagarde, direttrice del Fmi
Christine Lagarde, direttrice del Fmi

Ora lo decide l'Fmi cosa è meglio per l'Italia e gli italiani? Il Fondo monetario non vuole che il governo Letta tolga l'Imu sulla prima casa sostenendo che la tassa sulla proprietà deve essere mantenuta "per ragioni di equità ed efficienza" e che anzi bisogna, proprio per assicurare equità, accelerare la revisione dei valori catastali.

A Christine Lagarde non interessa che il Belpaese abbia rimesso i conti in ordine e che ora, grazie alla chiusura della procedura europea per deficit eccessivo, possa finalmente agire per la ripresa del Paese. Le tasse ci sono e bisogna mantenerle. Poco conta che siano proprio quelle tasse a frenare l'economia e a far chiudere le imprese. Le stesse imprese che, potendo respirare, potrebbero tornare ad assumere giovani e donne, come prescrive lo stesso Fmi per "alzare il Pil di circa il 2,5% entro il 2018" e "per migliorare la bassa produttività e competitività dell’economia".

Nemmeno sulla riforma del lavoro siamo liberi di scegliere cosa è meglio per noi. "Indirizzarsi verso un contratto unico, più flessibile per i nuovi lavoratori che gradualmente aumenta la protezione del posto di lavoro all’aumentare dell’età potrebbe ridurre il costo delle nuove assunzioni e sostenere l’apprendistato", sentenzia il Fondo monetario secondo cui "incoraggiare aziende e lavoratori alla contrattazione di secondo livello consentirebbe di unire in modo migliore stipendi e produttività". Poi però chiede pure di abbassare la pressione fiscale. "Un ribilanciamento del risanamento fiscale è assolutamente necessario per sostenere la crescita", scrivono nell'Article IV (il documento redatto dopo la missione annuale in Italia) in cui sostengono la necessità di "modificare la composizione del risanamento attraverso tagli di spesa e minori tasse".

Non un linea generale da seguire, dei consigli su come aiutare il Paese a uscire definitivamente dalla crisi. La Lagarde mette il naso prepotentemente nei nostri affari, pretendendo di dirci cosa fare nei minimi dettagli. E c'è pure chi l'ascolta. Fabrizio Saccomanni - ex Bankitalia e lo stesso che solo ieri ha detto che siamo a un passo dalla ripresa - assicura: "Terremo conto dell’opinione del Fondo Monetario Internazionale sul tema Imu che, per altro, era nota ex ante. L’obiettivo è di trovare il consenso all’interno della coalizione. Stiamo lavorando su questa linea", ha detto il ministro dell’Economia.

Certo, Renato Brunetta assicura che "il governo italiano ascolterà quello che ha da dire" l'Fmi, "ma va avanti sulla base del programma votato dalla sua maggioranza".

"L’esecutivo tiene conto della sua maggioranza, un po' di autonomia e capacità di decidere ce l’abbiamo", sostiene il capogruppo del Pdl alla Camera. Ma Enrico Letta e Giorgio Napolitano ci dicano chi comanda davvero in Italia, chi prende le decisioni per il bene del Paese.

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