L'Italia cresce a rilento: Pil a +0,8%

Disattese le stime del governo, il debito pubblico resta record

L'Italia cresce a rilento: Pil a +0,8%

Non solo il lavoro: nonostante Matteo Renzi non faccia altro che gongolarsi, pure la crescita va molto a rilento. Lo dice l'Istat, secondo cui il Pil è salito appena dello 0,8% con un rapporto tra deficit/Pil al 2,6% e quello sul debito/Pil al 132,6%.

Dati che disattendono le stime del governo. Nel 2015 il Pil, ai prezzi di mercato, è stato pari a 1.636.372 milioni di euro correnti, con un aumento dell'1,5% rispetto all'anno precedente. Dal lato della domanda interna nel 2015 si registrano, in termini di volume, variazioni positive nei consumi finali nazionali (+0,5%) e negli investimenti fissi lordi (+0,8%) - si tratta del primo rialzo dopo 8 anni. Per quel che riguarda i flussi con l'estero, le esportazioni di beni e servizi sono aumentate del 4,3% e le importazioni del 6,0%. La domanda interna ha contribuito positivamente alla crescita del pil per 0,5 punti percentuali (1,0 al lordo della variazione delle scorte) mentre la domanda estera netta ha fornito un apporto negativo per 0,3 punti. A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume nell'agricoltura, silvicoltura e pesca (3,8%), nell'industria in senso stretto (1,3%) e nelle attività dei servizi (0,4%). Le costruzioni hanno invece registrato un calo dello 0,7%.

Nel 2015, inoltre il debito pubblico italiano è al 132,6% del Pil, il massimo dal 1995, da quando cioè sono state ricostruite le serie storiche.

E anche se il dato è inferiore alle previsioni del governo nella Nota di aggiornamento del Def, che indicavano un rapporto del 132,8%, in valore assoluto, il debito del 2015 si attesta a circa 2.170 miliardi di euro, un livello record.

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