Lo Stato italiano riceve la direttiva Ue 2019/1158 per l’equilibrio tra l’attività professionale e la vita famigliare dei genitori e, con il decreto legislativo 105/2022 del 30 giugno scorso, prevede nuove norme che saranno effettive a partire dal 13 agosto prossimo.
Il pacchetto di norme si prefigge lo scopo di conciliare meglio la vita professionale e quella privata, così come la condivisione delle responsabilità tra genitori.
Le novità per i congedi parentali
Di fatto vengono introdotti due modelli di congedo parentale che si estendono ai genitori fino al dodicesimo anno di età di ogni figlio e non più fino al compimento del sesto anno.
La direzione intrapresa è quella di espandere ai padri i diritti garantiti alle madri. Così questi potranno usufruire di un congedo obbligatorio retribuito al 100% durante i due mesi precedenti al parto o durante i cinque mesi che lo seguono. Congedo di 10 giorni che può essere frammentato in giorni e che diventa doppio (quindi 20 giorni) nel caso di parto gemellare o plurigemellare. Il congedo è esteso anche ai genitori adottivi e a quelli affidatari. I padri possono chiedere il congedo anche nel malaugurato caso di decesso preparto del nascituro.
Fino al compimento del dodicesimo anno dei figli, i genitori dipendenti possono chiedere ognuno un congedo parentale di tre mesi retribuiti al 30%, opzione che si estende a uno dei due genitori per ulteriori 3 mesi sempre retribuiti in misura del 30%. Questo porta a nove mesi in totale il congedo parentale per ogni figlio, ovvero tre mesi in più rispetto alle norme precedenti.
Per i periodi di congedo parentale superiori ai 9 mesi è pure prevista un’indennità al 30% a patto però che il lavoratore abbia una retribuzione inferiore a 2,5 volte al trattamento minimo pensionistico, ossia 1.310 euro (dato indicizzato al 2022).
I genitori soli possono usufruire di 11 mesi di congedo continuativi o meno, 9 dei quali retribuiti al 30%. I genitori di figli affetti da gravi disabilità possono estendere il periodo di congedo fino a tre anni, ma in modo alternativo tra uno e l’altro.
Chi lavora in modalità agile ha comunque il diritto che il datore di lavoro dia priorità alle necessità che palesa. Questo vale per i genitori che hanno figli al di sotto dei 12 anni e senza limiti di età se il minore ha disabilità giudicate gravi.
Gli indennizzi
Le domande vanno fatte ai rispettivi datori di lavoro e poi comunicate all’Inps non appena sarà disponibile una procedura online aggiornata ai nuovi parametri. Chi è iscritto alla gestione separata ha diritto a tre mesi di congedo parentale che però non può essere trasferito all’altro genitore.
Altri tre mesi sono previsti per uno o l’altro genitore, arrivando così a 9 mesi in totale. I lavoratori autonomi possono godere di 3 mesi di congedo parentale che però vanno consumati entro il primo anno di vita del figlio.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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