Svolta nello Ior: "Oggi è impossibile riciclare denaro da noi"

Il presidente dello Ior, Jean Baptiste De Franssu: "È impossibile riciclare denaro allo Ior. Può essere accaduto in passato come è accaduto in molte, molte istituzioni bancarie e finanziarie nel mondo"

Svolta nello Ior: "Oggi è impossibile riciclare denaro da noi"

Per anni è stata sulla bocca di tutti come il simbolo dell'opacità, degli affari sporchi o sospetti. Ora qualcosa è cambiato per lo Ior (Istituto per le opere di religione, comunemente conosciuto come "Banca Vaticana"). Tra il giugno 2013 e il dicembre del 2015 sono stati chiusi dallo Ior 4.935 conti, a completamento effettivo del "profondo processo di risanamento sui conti passati", si legge nel Rapporto sui conti 2015 ripreso da Radio Vaticana. "Le procedure in vigore sono diligentemente applicate a
tutti i nuovi clienti e relative attività", sottolinea il rapporto. Attualmente i clienti dello Ior sono circa 15 mila (14.801) e sono rappresentati dalla Santa Sede e relativi enti, ordini religiosi, altre istituzioni cattoliche, membri del clero, dipendenti della Santa
Sede e membri accreditati del Corpo diplomatico. Complessivamente il 75% dei clienti dello Ior ha sede in Italia e Vaticano, il 15% in Europa e il 10% nel resto del mondo.

Nel documento si rende noto che, durante la visita all’Istituto del 24 novembre scorso, Papa Francesco ha chiesto che lo Ior svolga la sua attività rispettando i principi etici che "non sono negoziabili". In particolare il Pontefice, sottolinea la nota, ha messo l’accento sulla necessità che lo Ior rispetti "i principi etici che non sono negoziabili per la Chiesa, la Santa Sede e il Papa". Ed ha affermato che l’attività dello Ior deve rispettare "la specifica della natura" dell’Istituto armonizzando "l’efficacia operativa e la natura pastorale essenziale di tutte le azioni".

"È impossibile riciclare denaro allo Ior - afferma il presidente dell'istituto, Jean-Baptiste De Franssu -. Può essere accaduto in passato come è accaduto in molte, molte istituzioni bancarie e finanziarie nel mondo. Ma nel momento in cui si ha una definizione molto precisa di quale cliente possa avere un conto allo Ior - e noi, in base al diritto canonico, abbiamo una definizione molto precisa - non tutti possono aprire un conto". De Franssu ha risposto così, all’Osservatore Romano e alla Radio Vaticana, alla domanda su cosa deve ancora essere fatto per cambiare la reputazione dello Ior come luogo dove si ricicla il denaro sporco o lo si nasconde al fisco. "Le regole sono molto severe e tutto il team allo Ior è stato addestrato a conoscere, comprendere, rispettare e seguire queste regole", ha osservato. Secondo, ha proseguito de Franssu, "quando si mette in atto una serie di accordi fiscali - cosa che stiamo facendo - con vari Paesi, dove i clienti sono domiciliati, allora chiunque volesse usare un conto per riciclare del denaro, l’ultimo posto in cui vorrebbe andare, sarebbe lo Ior».

Il presidente ha così ribadito che lo Ior è ora un’istituzione impegnata nel «combattere il riciclaggio di denaro" ed ha confermato che l’Istituto "non nasconde informazioni alle autorità fiscali, ma cerca piuttosto una piena trasparenza" riguardo alle informazioni sul cliente. Riguardo al futuro dello Ior, ha quindi sottolineato che si proseguirà nella direzione del servizio alla Santa Sede.

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