Utile Eni a 2,9 miliardi. Pesa il petrolio ma target confermati

Versalis sale al 100% di Novamont e getta le basi per un polo della chimica green

Utile Eni a 2,9 miliardi. Pesa il petrolio ma target confermati

L'utile di Eni resta miliardario anche con il calo dei prezzi di gas e petrolio e il gruppo archivia i primi tre mesi del 2023 con il plauso del mercato: in una Piazza Affari depressa (-0,30%) il titolo ha chiuso la settimana a 13,75 euro (+1,96%).

D'altra parte, la carne al fuoco non manca e l'ad Claudio Descalzi che inizia il suo quarto mandato ha brindato ai primi tre mesi dell'anno con un'operazione di sviluppo salendo al 100% di Novamont, società che permetterà all'Eni di dare vita a un polo della chimica green. «Dovete aspettarvi che continueremo a fare acquisizioni per portare valore agli azionisti», ha spiegato il cfo Francesco Gattei dettando la linea Descalzi per i prossimi anni.

Intanto, conti alla mano, il 2023 si è aperto con 2,9 miliardi di profitti netti tra gennaio e marzo (4,6 miliardi di utile operativo rettificato, ovvero la differenza tra ricavi e costi della produzione prima degli adempimenti fiscali), solo l'11% in meno rispetto a un anno fa, quando il petrolio quotava il 20% in più, e il gas era venduto a prezzi il 40% maggiori.

Merito degli «eccellenti risultati operativi e finanziari nonostante l'indebolimento dello scenario, grazie alla solidità del settore E&P (esplorazione e produzione) che evidenzia il recupero della produzione d'idrocarburi, e merito anche del risultato di assoluto rilievo del settore Gas/LNG», ha spiegato l'ad. Sul fronte delle esplorazioni, nel primo trimestre 2023, circa 200 milioni di boe (barili di olio equivalenti) sono stati aggiunti alle riserve esplorative grazie principalmente alle scoperte nell'offshore di Cipro, Messico ed Egitto.

Uno scenario che ha permesso di rivedere in meglio le previsioni sul 2023: il risultato operativo e il flusso di cassa sono attesi rispettivamente a 12 miliardi e a oltre 16 miliardi.

E di confermare il piano già annunciato di incremento del dividendo 2023 a 0,94 euro per azione e l'avvio del programma di buy-back da 2,2 miliardi. A marzo Eni ha pagato la terza rata del dividendo 2022. La quarta tranche di 0,22 per azione sarà pagata a maggio.

Sul fronte delle «uscite», Eni pagherà poi 500 milioni di tassa per gli extraprofitti alla fine di giugno. Le imposte straordinarie sui profitti erano state calcolate in 1,7 miliardi, di cui un miliardo già pagato nel 2022.

Quanto alla chimica, l'accordo con Mater-Bi tramite la controllata Versalis per rilevare il restante 64% di Novamont, specializzata nello sviluppo di bioplastiche, permetterà al Cane a sei zampe di sviluppare le rinnovabili nel settore chimico. Novamont con Versalis ha già una jv paritetica a Porto Torres (Sardegna) e possiede anche una società con Coldiretti per lo sviluppo di soluzioni per l'agricoltura. È attiva all'estero tra Germania, Francia, Spagna e Stati Uniti.

L'acquisizione «rappresenta una grande opportunità di accelerazione della strategia attraverso l'integrazione di una piattaforma tecnologica unica, fornendo un rilevante contributo alla decarbonizzazione del portafoglio prodotti», ha sottolineato Versalis in una nota.

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