Vivendi minaccia il cda di Tim

Urso: "Italia a favore del contributo equo alle reti, ma serve uno studio"

Vivendi minaccia il cda di Tim
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Vivendi ha scritto al cda di Tim chiedendo che a decidere sul destino della rete sia un'assemblea straordinaria e minacciando di adire le vie legali qualora ciò non dovesse avvenire. Vivendi ritiene infatti che la vendita modifichi l'oggetto sociale e lo statuto di Tim. A supporto di questa tesi il gruppo francese ha prodotto cinque pareri legali redatti da Marco Maugeri e Filippo Modulo dello studio Chiomenti, e da Giuseppe Ferri e Giuseppe Guizzi, da Paolo Montalenti, da Mario Notari e da Vincenzo Pinto. La minaccia, perchè di questo si tratta, è diretta ai membri del consiglio di amministrazione di Tim che si apprestano a deliberare sull'offerta del fondo Kkr. Come dire: se non porterete la proposta in assemblea straordinaria vi faremo azione di responsabilità. Ambienti vicini alla società fanno a loro volta notare l'incongruità dell'avvertimento, visto che ancora non si conosce il dettaglio della proposta. E' peraltro facile prevedere che la tesi sostenuta dai legali di Tim sarà che vendere la rete è un atto gestorio del cda e non comporta la modifica dell'oggetto sociale.

Ciò perchè Tim continuerà a possedere e gestire reti di telecomunicazione, sia mobile che fissa. Intanto va registrato un nuovo intervento del ministro Adolfo Urso (in foto) a favore delle tlc italiane. «Tutti gli operatori del mercato che traggono vantaggio dalla trasformazione digitale - ha detto - devono contribuire in modo equo e proporzionato ai costi delle infrastrutture, dei servizi e dei beni pubblici. Ma per affrontare il tema del contributo equo sulla connettività del futuro l'Italia ritiene opportuno maggiori approfondimenti da parte della Commissione Ue e più tempo per valutare l'impatto sulle infrastrutture di rete».

E ancora: «Il tema va affrontato a livello europeo, al fine di non creare effetti distorsivi o violazioni del principio di neutralità della rete», ha evidenziato Urso sollecitando «unostudio di settore, ovvero da una valutazione di impatto ex ante da parte della Commissione che aiuti a capire se l'infrastruttura sia appesantita dal sovraccarico dei flussi» delle compagnie over-the-top (cosiddette «Ott»).

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