Maggioranza compatta: "No alla direttiva sulle case green"

La direttiva europea sulla casa green compatta la maggioranza italiana: Fi, Fdi e Lega concordi nel votare contro la versione emendata dal Parlamento Ue

Maggioranza compatta: "No alla direttiva sulle case green"

La direttiva europea sulla casa green compatta la maggioranza italiana alla vigilia del voto in Commissione Industria al Parlamento Europeo. La versione attuale, emendata dal Parlamento Europeo, continua a non soddisfare i tre partiti di governo e i loro gruppi europei. Forza Italia col Partito Popolare Europeo, la Lega con Identità e Democrazia e Fratelli d'Italia per i Conservatori e Riformisti hanno notato che rispetto alla proposta iniziale della Commissione il testo è in parte migliorato ma non ancora in modo tale da mettere la casa degli italiani al riparo dalla minaccia di una stangata.

Per Salini (Fi) la direttiva sulla casa non è ancora votabile

Ciaran Cuffe (Verdi), irlandese, relatore per l'Europarlamento sulla nuova direttiva sulla performance energetica degli edifici, che sarà votata giovedì in commissione industria per approdare in plenaria a marzo e poi andare al negoziato con le altre istituzioni europee ha provato a dichiarare che gli Stati avranno margine di manovra, ma la problematica resta nella direttiva quella di fondo sottolineata anche dalla Bce: la direttiva identifica con chiarezza solo il 15% di immobili più e meno inquinanti come da ottimizzare energicamente, creando disfunzioni che possono colpire, paradossalmente, i mercati energetici più avanzati.

"L’efficientamento energetico degli edifici è un obiettivo condivisibile ma restano ancora troppe criticità e margini di incertezza, a cominciare dalle deadline temporali difficilmente sostenibili per l’Italia, sulle quali chiediamo più flessibilità. Non possiamo firmare una cambiale in bianco, tanto più su una realtà importante come la casa", ha dichiarato Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia. Il Partito popolare europeo ha lavorato per modificare la proposta e, riconosce Salini, "abbiamo ottenuto alcuni correttivi a tutela di cittadini e imprese, come flessibilità e deroghe per esentare i proprietari in difficoltà economiche e gli edifici storici, l’eliminazione di fatto delle sanzioni o una riduzione del campo di applicazione della direttiva".

Ma nonostante ciò "non ci sono ancora le condizioni per votare a favore del testo in Commissione Industria", segnala Salini, che critica il "malcostume metodologico dell’esecutivo di Bruxelles, che prima fissa i target e poi ne valuta l’impatto, quando invece dovrebbe avvenire il contrario, un modo di procedere sbagliato che da sempre ci vede diffidenti".

Tovaglieri (Lega) contro la direttiva sulla casa

Il compromesso è per Salini peggiorativo rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea, perché rischia di creare una direttiva pasticciata. Concorde con il politico forzista la leghista Isabella Tovaglieri, secondo la quale " la direttiva che tanto piace alla sinistra sarebbe uno schiaffo ai cittadini italiani, che sacrificherebbe sull'altare dell'ideologia green interi settori della nostra economia. Con tutto il rispetto, quando si tratta di salvaguardare il patrimonio immobiliare del nostro Paese, tendiamo più a fidarci del parere delle associazioni di categoria, unanimemente schieratesi contro questa eurofollia, che ai verdi irlandesi".

La dura critica di Tovaglieri, relatrice di minoranza del provvedimento in commissione Industria ed Energia, apre alla prospettiva di una convergenza del centrodestra comunitario contro la normativa. E se Ppe e Id terranno la linea, potrebbero ricevere il sostegno di Fdi e dei Conservatori.

Rotelli (Fdi): "adattarsi al contesto italiano"

Mentre Tovaglieri e Salini parlavano, da Roma prendeva posizione anche un esponente di peso di Fdi, Mauro Rotelli, deputato del partito del premier Giorgia Meloni e presidente della commissione Ambiente a Montecitorio ""La direttiva dell'Unione Europea sull'efficienza energetica degli immobili deve necessariamente adattarsi al contesto economico, sociale e culturale dell'Italia. Per i nostri cittadini la casa è un tema importantissimo e non accetteremo imposizioni da parte dell'Europa. Pur condividendo la necessità di ammodernare da un punto di vista ambientale ed energetico i nostri appartamenti, riteniamo che quest'operazione vada fatta perseguendo obiettivi realistici e un lasso di tempo temporale consono. Occorrono buon senso e ragionevolezza", ha dichiarato Rotelli.

L'onorevole ricorda che "abbiamo milioni di immobili costruiti secoli fa: molte case vennero edificate addirittura nel Medioevo ed è impensabile, oltretutto in così poco tempo, ristrutturarle interamente. Ci batteremo in tutte le sedi opportune per evitare quella che si configurerebbe come una vera e propria stangata per gli italiani", aprendo dunque il fronte della potenziale problematica culturale causata dalla normativa Ue.

Vera e propria batosta che i partiti di governo italiano, con spirito di collaborazione, intendono modificare combattendo dall'interno la battaglia europea. E certi di trovarsi in linea con la posizione dell'esecutivo che spinge per correttivi capaci di salvare il valore immobiliare delle case di tutti gli europei, non solo degli italiani.

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