Follia Idv: "Maroni assassino"

Secondo giorno di ricerche al largo di Lampedusa: i dispersi sarebbero più di 250. Nel frattempo alla Camera scoppia la bagarre. Di Pietro e Franceschini si dissociano, poi il deputato si scusa: "Ho esagerato". Maroni: "Incidente chiuso, non sono permaloso"

Follia Idv: "Maroni assassino"

Il giorno dopo la tragedia scoppia la bagarre. Mentre al largo di Lampedusa continuano le ricerche degli oltre 250 dispersi dopo il naufragio di martedì notte, in Parlamento esplode la rissa. Al centro della "rissa" verbale il deputato dell’Idv Zazzera che ha esposto un cartello con la scritta "Maroni assassino" non appena il ministro dell’Interno ha concluso la sua informativa sull’immigrazione. Poi è scoppiato il delirio. Urla e insulti si sono alzati dai banchi della maggioranza, fischi da quelli di buona parte dell'opposizione. Mentre Zazzera ostendeva a favore dei giornalisti il cartellone dai banchi della Lega partiva il deputato Giorgetti che, sorpassando il blocco costituito da commessi e assistenti parlamentari, ha raggiunto il deputato dipietrista per prendere il cartello e farlo a pezzi. Nel frattempo dai banchi della maggioranza veniva urlato "Fuori, Fuori!" e "vergogna". Sgomento e vergogna tra i deputati del Pd. 

Una reazione fuori luogo che ha mandatoi in fibrillazione l'opposizione e lo stesso partito di Zazzera che ha preso le distanze dal gesto. Il capogruppo alla Camera del Pd, Dario Franceschini, è intervenuto in aula e si è "totalmente dissociato" dal cartello: "La lotta politica è lotta politica, ma noi esprimiamo la nostra totale dissociazione da quel cartello", ha detto fra gli applausi anche della maggioranza. Subito dopo, ha preso la parola anche Antonio Di Pietro: "Intendo chiedere scusa da parte del gruppo dell’Italia dei Valori", ha detto. Poi tocca a Donadi: "Il cartello esposto in aula - ha scritto in una nota il presidente dei deputati dipietristi -, non rappresenta in alcun modo il pensiero del gruppo Italia dei Valori. Si è trattato di un gesto individuale non concordato con il gruppo, che non condividiamo e dal quale prendiamo le distanze. Per questo ci scusiamo". E alla fine, dopo le proteste di tutti, lo stesso Zazzera si è dissociato da se stesso: "Ho superato il limite e per questo chiedo scusa. Ci tengo a precisare, però, che il mio gesto non voleva essere un attacco personale al ministro Maroni, ma una provocazione e denuncia politica per quanto sta accadendo con i migranti".A strettogiro di posta risponde anche il responsabile del Viminale: "Incidente chiuso, non sono permaloso".

Le scuse però non sono bastate ai questori della Camera. Censura e due giorni di interdizione dai lavori di Aula per Zazzera. È la sanzione nei confronti del dipietrista deliberata all’unanimità dall’Ufficio di presidenza di Montecitorio riunitosi oggi. Una decisione che era già stata anticipata dal severo giudizio nei confronti del deputato dell'Idv da parte del presidente della Camera.

Maroni: "Migranti divisi equamente" Gli immigrati saranno distribuiti in tutte le regioni del Paese, lo ha assicurato il ministro dell'Interno Roberto Maroni durante l'informativa alla Camera. Il principio dell'"equa distribuzione su tutto il territorio nazionale" degli immigrati irregolari giunti sulle coste italiane "era affermato già nell’accordo tra governo ed enti locali del 30 marzo scorso". Sarà firmato oggi il decreto che che prevede la concessione del permesso di soggiorno temporaneo ai migranti arrivati in Italia. "Il permesso - ha spiegato Maroni -, verrà dato a coloro, e sono la stragrande maggioranza, che vogliono andare in Francia ed in altri Paesi. A questo proposito, domani mattina incontrerò il ministro dell’Interno francese, che ha chiesto di vedermi, per definire un sistema di intervento comune". Il decreto, ha aggiunto, "esclude alcune categorie dal permesso temporaneo: i soggetti pericolosi, chi è destinatario di un provvedimento di espulsione, chi è stato denunciato per una serie di reati. Queste persone verranno messe nei Cie per procedere all’espulsione".

Secondo giorno di ricerche nel canale di Sicilia Ventiquattro ore dopo la tragedia continuano le ricerche. All'alba di questa mattina sono ricominciati i pattugliamenti nel canale di Sicilia, al largo di Lampedusa, per cercare gli immigrati dispersi durante il naufragio avvenuto nella notte tra martedì e mercoledi. Il comandante Carosia fa sapere che sono usciti per le ricerche in mare un aereo e una motovedetta della guardia costiera di Lampedusa e una motovedetta maltese, mentre la nave Flaminia, intervenuta ieri, è rientrata in porto, ma rimane a disposizione per qualsiasi emergenza.

Ma le ultime notizie della capitaneria di porto di Lampedusa non lasciano molto spazio alla speranza. I sopravvissuti al naufragio sarebbero 53 e non 51 come era stato detto in un primo momento. Ma è anche aumentata la stima del numero dei migranti a bordo del barcone che sarebbe di circa 300.  

 

 

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