SEGUE DA PAG. 41

SEGUE DA PAG. 41

(...) antico è il patrimonio di maggior valore che i nostri predecessori ci hanno lasciato, ricco d'arte, di storia, di opportunità turistiche ed economiche, e non si ribellerà con fermezza e vigore all'andazzo vergognoso che le successive pubbliche amministrazioni avvicendandosi perpetuano, questa città resterà nella palude in cui si dibatte da decenni e decenni e il degrado di cui abitanti e commercianti del centro storico si disperano dilagherà, come già sta dilagando, prima nelle periferie già ben compromesse e poi negli stessi quartieri considerati «bene», come la quotidiana cronaca nera ci insegna. Quale la ricetta... quale la cura? Certo non l'adozione di un vicolo come insulsamente ha proposto la sindaca, evidentemente non al corrente delle vicissitudini che tormentano quotidianamente i suoi concittadini.


Ma bisogna fare in fretta, perché in fretta si muove il degrado e quell'oscuro insieme di piccola e grande criminalità che non si capisce perché non si riesca a debellare e di cui addirittura faccia comodo (a chi?! e perché?!) negare l'esistenza.
Grazie di aiutarci con i tuoi scritti, non desistere mai... senza la voce che ci dà la stampa cittadina, il centro storico è perduto.
Cavaliere al merito della Repubblica Italiana

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