Il giornalismo è in lutto: l'addio a Maurizio Mosca, una vita col "pendolino"

Il giornalista sportivo è morto all’ospedale San Matteo di Pavia. Da tempo malato, aveva lavorato fino all’ultimo in televisione, alla radio e sui giornali. L'ultimo articolo pubblicato l'altra mattina sul blog. Sapeva far ridere, ma prima veniva la notizia . La tv perde il "calciattore". Lutto in Rai: morto Riccardo Berti

Il giornalismo è in lutto: 
l'addio a Maurizio Mosca, 
una vita col "pendolino"

Pavia - E' morto all’ospedale San Matteo di Pavia, Maurizio Mosca, noto giornalista sportivo. Ne dà notizia la famiglia. Da tempo malato, aveva lavorato fino all’ultimo in tv, alla radio e sui giornali. Da tempo malato, Mosca faceva parte dello staff della trasmissione Guida al campionato. Sul blog del programma, venerdì aveva pubblicato l’ultimo articolo prendendo posizione sul complicato rapporto tra Josè Mourinho, allenatore dell’Inter, e Mario Balotelli, giovane attaccante nerazzurro.

La camera ardente Mosca era ricoverato nella clinica di malattie infettive dell’ospedale San Matteo. Malato da tempo, era entrato all’ospedale di Pavia una decina di giorni fa. Accanto a lui, fino all’ultimo, il suo medico personale: il professor Mario Ireneo Sturla. Maurizio Mosca si recava spesso a Pavia nell’ambulatorio del prof. Sturla per farsi visitare. La camera ardente è stata allestita nella camera mortuaria del policlinico San Matteo.

I primi passi nel giornalismo Conduttore, opinionista ma soprattutto personaggio televisivo, Maurizio Mosca nasce a Roma il 24 giugno 1940. Figlio di Giovanni Mosca, umorista e giornalista, e fratello dello scrittore Paolo Mosca, comincia la sua carriera lavorando per il quotidiano La Notte di Milano. In seguito diventa caporedattore alla Gazzetta dello Sport, testata per cui lavorerà oltre venti anni. Le prime esperienze televisive risalgono al 1979: debutta come conduttore di un programma sportivo di un’emittente locale milanese. Successivamente dirige il periodico Supergol. Le trasmissioni televisive e radiofoniche a cui Maurizio Mosca viene invitato diventano poi sempre più numerose, sia a livello locale che nazionale.

L'appello del martedì Il programma che lo consacra definitivamente come un personaggio tv è L’appello del martedì (1991), che Mosca conduce indossando una toga da giudice in uno studio le cui scenografie ricalcano un’aula di tribunale. Poi seguiranno Calciomania, Guida al campionato, Controcampo, Zitti e Mosca, La Mosca al naso e Il processo del lunedì assieme ad Aldo Biscardi. Nel 2002 conduce insieme a Paolo Liguori la trasmissione Senza Rete, in onda su Rete4. Nel 2004/2005 è ospite opinionista fisso di Guida al campionato e Controcampo, trasmissioni di Italia 1 in cui Mosca mette in gioco tutta la sua carica di ironia, esprimendosi come opinionista ed esperto di mercato, azzardando colpi di clamorosi che chiama simpaticamente "SuperbombE". Le caratteristiche del personaggio Mosca erano l’energia, la passione nell’esprimere le proprie opinioni e la simpatia. 

Biscardi: "Compagno prezioso" "E' stato un compagno prezioso e fedele del Processo del lunedì. Era istintivo, ma sincero, scoppiettante e forte. Non aveva paura di dire la verità e lascia davvero un vuoto incolmabile: sarà difficile oggi che possa rinascere un altro Mosca". Appena appresa la notizia, Aldo Biscardi, con voce molto provata al telefono con l’Ansa, ricorda con queste poche e commosse frasi il collega e amico. "Non stava bene. Aveva avuto qualche anno fa un problema cardiaco - rammenta Biscardi - ed io mi ero collegato telefonicamente dal Processo con lui ricoverato in clinica. Poi sembrava avesse superato. Invece era malato. Oggi lo ricorderò in tv da Quelli che il calcio".

Liguori: "Perso un famigliare" "Siamo tutti dispiaciutissimi perchè gli volevamo molto bene. Per me non era solo un collega, era un familiare, anche qualcosa di più". Il direttore di Tgcom Paolo Liguori ricorda soprattutto il lato umano di Mosca: "Sapevamo tutti che stava male ma la sua personalità, la sua energia, facevanodimenticare anche la sua età e i suoi malanni. Lui era giovane d’animo e molto buono, generoso con tutti. Cosa rara. Poi aveva le sue bizze, i suoi scatti istintivi. Innumerevoli le liti in tv che si risolvevano quasi sempre subito. Non ho mai capito per quale squadra tifasse. Era misterioso sull’argomento.

L’ho sentito l’ultima volta, una settimana fa, prima che si ricoverasse. Voleva aiutare un’equipe di medici che fanno volontariato e cercava d’interessarmi con il Tgcom. Mi riesce difficile pensare che non c’è più. Non posso parlare di Maurizio al passato".

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