Smentiti i gufi: il governo Meloni è tra i primi 5 per longevità

Con 887 giorni di attività, da oggi il governo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è ufficialmente il quinto più longevo della storia della Repubblica italiana sui 68 esecutivi che in 79 anni hanno scritto la storia dell’Italia repubblicana

Smentiti i gufi: il governo Meloni è tra i primi 5 per longevità

Da oggi il governo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con 887 giorni pari a circa 127 settimane di attività, è ufficialmente il quinto più longevo della storia della Repubblica italiana sui 68 esecutivi che in 79 anni hanno scritto la storia dell’Italia repubblicana. In testa resta il Silvio Berlusconi II (1.412 giorni), seguito dal Berlusconi IV (1.283), dal primo esecutivo di Bettino Craxi (1.093 giorni) e da quello di Matteo Renzi (1.024 giorni), ultimo l’Amintone Fanfani I (22 giorni, di cui 11 effettivi). Ma quali sono le principali riforme di questo governo? Nel bilancio di governo al 31 dicembre dell’anno scorso si legge che due provvedimenti legislativi su tre hanno riguardato «specifiche politiche di settore». Vediamo i principali:

Riforme istituzionali: il governo vuole introdurre la riforma del premierato, con l’indicazione del presidente del Consiglio sulla scheda e una revisione profonda dei poteri del capo dello Stato sulla scelta del premier e sullo scioglimento delle Camere. L’obiettivo dichiarato è quello di «restituire ai cittadini il pieno potere di scegliere da chi vogliono essere governati» e garantire la durata della legislatura dalle crisi politiche per dare al governo «il tempo necessario per realizzare il mandato che ha ricevuto». L’iter del provvedimento è incardinato in Parlamento, l’obiettivo dell’esecutivo è approvarlo entro la fine della legislatura.

Giustizia: sempre entro la fine della legislatura il governo vuole la riforma costituzionale della giustizia che prevede sostanzialmente la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e quella giudicante, con la creazione di un doppio Consiglio superiore della magistratura. Su questa misura sarà necessario un referendum confermativo. Al contempo il governo sta mettendo a punto una serie di modifiche al codice penale per rafforzare il principio della presunzione d’innocenza, dal divieto di conferenze stampa show delle Procure ai limiti alle intercettazioni immotivate a 45 giorni (ma solo per i reati meno gravi) per fermare l’invasione delle toghe nella privacy della persona e trovare il giusto equilibrio con le esigenze investigative della magistratura. È previsto anche un Piano carceri e una revisione delle misure alternative alla detenzione, con la conferma dell’impianto antimafia del 41bis e la stretta sui permessi ai boss, seppur intaccato da alcune recenti sentenze della Cassazione.

Pubblica Amministrazione: la riforma si muove nel solco di quella prevista dal Pnrr che prevede la semplificazione e la digitalizzazione delle procedure amministrative per una Pubblica amministrazione meno burocratica, più efficace ed efficiente. Di recente sono cambiate le regole per diventare dirigente di seconda fascia, anche senza concorso, dopo il disegno di legge Merito, approvato in Consiglio dei ministri lo scorso 13 marzo che impone una nuova procedura selettiva che privilegi appunto il merito, cioè i risultati raggiunti.

Fisco: Le aliquote Irpef sono scese a tre da quattro, accorpando il primo scaglione. Per il 2025 si paghera il 23% per i redditi fino a 28mila euro; il 35% nella parte eccedente i 28mila euro e fino a 50mila euro; il 43% per i redditi eccedenti i 50mila euro. L’obiettivo dichiarato del governo è trovare le risorse per limare l’aliquota sopra i 50mila euro e portare la soglia del 43% a 60mila euro, come ha promesso al Giornale il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. C’è un tesoretto da 1,6 miliardi (destinato ad aumentare) che arriva dal concordato preventivo biennale, una sorta di accordo forfait con le aziende. Ma il governo vuole anche svuotare il magazzino delle cartelle fiscali, che vale almeno 1,3 miliardi. In base a quanti soldi sono effettivamente disponibili e incassabili (c’è in corso uno screening di cui si parla in commissione Bilancio e dalle rottamazioni il governo prenderà una decisione per non minare la stabilità dei conti pubblici.

Immigrazione: La stretta sull’immigrazione che emerge dal calo complessivo degli sbarchi - scesi a 9.056 di oggi dai 27.122 del 27 marzo 2023 e dagli 11.329 di un anno esatto fa - passa dai rapporti bilaterali del governo con i Paesi del Mediterraneo e dal Protocollo Albania associato con i Cpr extra Ue sui rimpatri accelerati per i migranti senza diritto d’asilo che arrivano dai Paesi sicuri, ostacolato da una giurisprudenza delle Corti d’appello e delle Sezioni immigrazione che si annuncia superata dal prossimo Piano migrazione e asilo Ue che prevederà dei return hubs fuori dal territorio europeo per rimandare in patria chi ha già un decreto d’espulsione, un cambio di rotta di cui il governo Meloni può legittimamente intestarsi la paternità.

Scuola: il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditata ha presentato la sua riforma che a partire dall’anno scolastico 2026-2027 prevede lo studio del latino a partire dalle medie «per andare alle radici della lingua italiana e del significato delle parole», l’abolizione della geostoria alle superiori con il ritorno a due discipline distinte e separate, lo studio della Bibbia e dell’epica classica già a partire dalle elementari con l’introduzione dello studio di romanzi moderni, film, fumetti e graphic novel.

Made in Italy: con la legge 206 del 27 dicembre 2023 viene introdotta la tutela penale del Made in Italy, con una serie di sanzioni e contravvenzioni per chi vende prodotti «tricolore» mendaci o ingannevoli. L’autorità giudiziaria può operare sotto copertura per scovare reati come contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari e velocizzarne il sequestro.

Casa: con il provvedimento Salva Casa il governo ha introdotto una serie di misure per denunciare e sanare a pagamento le piccole irregolarità degli immobili figlie di una legislazione complessa e a volte contraddittoria tra catasto e norme comunali, per mettere sul mercaro le case oggi invendibili.

Autonomia regionale: la riforma osteggiata da alcuni governatori dà il potere alle Regioni per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia su alcune specifiche materie e previo intesa con lo Stato.

Sicurezza sul lavoro: il provvedimento in vigore da gennaio prevede una serie di disposizioni trasversali in materia di rapporti di lavoro, promozione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ammortizzatori sociali e formazione.



Grandi opere: nel cronoprogramma delle grandi opere da realizzare entro il 2032 ci sono il Ponte sullo Stretto, l'alta velocità per strade e ferrovie, dalla galleria di base del Brennero alla Tav, passando per la metro C a Roma, senza contare gli investimenti per cablare il Paese con la fibra ottica.

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