
La Guardia Costiera taiwanese ha affermato che un cavo di comunicazione sottomarino tra Taiwan e l'isola di Penghu è stato tagliato martedì mattina, e si sospetta che sia stato un atto deliberato da parte di una nave battente bandiera del Togo con armatore ed equipaggio cinesi.
Taipei ha affermato che il caso è oggetto di indagine in quanto questione di sicurezza nazionale e in un comunicato stampa diffuso martedì, la Guardia Costiera sostiene che non sia chiaro se l'incidente sia stato intenzionale, sebbene non abbia escluso la possibilità che si sia trattato di un'operazione cinese effettuata nella “zona grigia” dei conflitti. La Chunghwa Telecom ha notificato alla Guardia Costiera che il cavo era stato tagliato intorno alle 2:30 di mattina di martedì e ha chiesto di indagare, sebbene le comunicazioni sulle isole di Penghu non siano state interessate poiché è stato attivato un cavo di backup. Dopo aver ricevuto il rapporto, la Guardia Costiera ha inviato un'imbarcazione e ha trovato la nave cargo togolese denominata Hongtai 168 ancorata vicino al sito e incapace di muoversi. Siccome l'abbordaggio non è riuscito a causa delle cattive condizioni meteorologiche, il cargo è stato scortato e condotto nel porto di Anping a Tainan. La Guardia Costiera ha affermato che la nave è arrivata al porto verso mezzogiorno e che gli otto membri dell'equipaggio e il proprietario della nave erano cittadini cinesi che ora si trovano in stato di fermo in attesa dell'esito delle indagini preliminari.
Non si tratta del primo cavo troncato appartenente a una società di comunicazioni taiwanese: all'inizio di gennaio fuori dal porto di Keelung una prima interruzione di una linea sottomarina era avvenuta in circostanze sospette, con una nave cargo cinese sospettata di trascinare l'ancora in un insolito schema incrociato mirato a tagliare il cavo. I primi rapporti hanno indicato la nave come Shunxin-39, battente bandiera camerunense. Altri cavi sottomarini per l'isola di Matsu erano già stati tagliati da navi cinesi in precedenza, e altri ancora sono stati danneggiati 30 volte tra il 2017 e il 2023 in quelli che si pensava fossero incidenti. Ma il fatto che due cavi sottomarini fossero stati tagliati nel giro di una settimana ha suscitato alcuni sospetti.
Nel frattempo, oggi sembra che sia arrivata la risposta di Pechino: il Ministero della Difesa di Taiwan afferma che la Repubblica Popolare Cinese ha designato una zona marittima per esercitazioni a fuoco a circa 75 chilometri dalla costa di Kaohsiung, nel sud di dell'isola: si tratta di esercitazioni non annunciate in acque internazionali che sembrano molto un avvertimento, nemmeno troppo velato, per il fermo del cargo che martedì avrebbe tranciato il cavo sottomarino.
Generalmente, Pechino sembra stia alzando l'asticella della tensione nel Pacifico Occidentale: oltre a quanto avvenuto intorno a Taiwan, si registrano esercitazioni navali a fuoco nel Golfo del Tonchino in risposta a un nuovo tracciamento dei confini marittimi attuato dal Vietnam, altre esercitazioni effettuate nel Mare di Tasmania senza considerare la costante escalation con le Filippine.
Forse a incidere su questa accelerazione delle azioni assertive (e aggressive) è stato il nuovo indirizzo della politica statunitense, che sta spingendo più decisamente in direzione del sostegno agli alleati nel Pacifico occidentale, Taiwan compresa.
Sappiamo infatti che ci sono stati dei gesti simbolici, da parte della nuova gestione del Dipartimento di Stato Usa, che lasciano intendere un possibile futuro cambio di politica verso l'isola: dal sito del ministero degli esteri statunitense, infatti, è sparita la frase “non sosteniamo l'indipendenza di Taiwan” da una nota informativa sulle relazioni tra i due Paesi.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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