"I dazi? Usa primo mercato extra Ue"

Feltrin (Federlegno): "Noi preoccupati, ma il Salone ci spalancherà nuovi spazi"

"I dazi? Usa primo mercato extra Ue"
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Sui dazi «il nostro auspicio è che si eviti lo scenario peggiore, ovvero quello di una prova muscolare, in cui a farne le spese sarebbero entrambe le economie». A parlare così è Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo a quattro giorni dall'apertura del Salone del Mobile. L'annuncio dei dazi del 20% su tutti i prodotti europei da parte del presidente Usa Donald Trump preoccupa ovviamente il settore dell'arredo e tutta la filiera del legno. Gli Stati Uniti, infatti, rappresentano il primo mercato extraeuropeo di riferimento, cubando un fatturato di 2,8 miliardi di euro che ha visto, per altro, una crescita del 1,9% sul 2024 dopo il -10,6% del 2023. A fronte anche della contrazione del mercato interno, pari al 3,3% che con 32,3 miliardi di euro rappresenta il 62% del totale.

«Attendiamo i dati sulla produzione di gennaio 2025 per avere conferma di un sentiment fra gli imprenditori che sembra registrare un andamento positivo nel primo mese dell'anno - l'auspicio di Feltrin - che potrebbe coincidere con un segno positivo sia dell'export che della produzione di mobili. Resta inteso che dopo l'annuncio di Trump ogni scenario potrebbe essere stravolto». Da capire ora come si muoverà l'Europa e quali saranno le contromosse che verranno adottate. «Ci aspettiamo che l'Europa reagisca unita, attivando ogni negoziazione possibile, senza arrivare a una guerra commerciale» il monito di Maria Porro, presidente del Salone.

Nel frattempo gli imprenditori del settore, impegnati nella costruzione e dell'allestimento dei padiglioni in fiera, sono pronti a «tirare fuori gli artigli» per «sondare e aprirci a mercati considerati fino ad ora secondari e riaffermare il valore di qualità e innovazione che solo il nostro design può vantare. La flessibilità e i veloci cambi di rotta a cui le nostre piccole e medie imprese sono abituate -ribadisce il presidente di Federlegno -, saranno le chiavi per affrontare una situazione così complessa». Si parla di macrosistema composto da 20.700 imprese, mentre il numero di addetti è di poco sotto le 139.600 unità.

Ecco quindi che il Salone, che aprirà i battenti a Rho martedì, afferma la sua vocazione primaria ovvero offrire alle aziende nuove occasioni di business. «È importante preservare la presenza delle nostre imprese nel mercato americano: i costi di rientro sarebbero molto alti» spiega Porro. In questo contesto di criticità, il Salone «è un'occasione unica per un confronto con i buyer statunitensi, ma anche per intercettare nuovi mercati e riorientare l'offerta verso Paesi ad alto potenziale - conclude -. I paesi più promettenti sono India, Messico, Brasile, Turchia, Arabia Saudita e i Paesi del Golfo, cossì come Thailandia, Vietnam, Indonesia e Filippine».

Nel 2024 le esportazioni dell'arredamento arrivano a circa 14,4 miliardi di euro, in modesta flessione (-1,8%) sul 2023: incidono le minori esportazioni verso la Francia (-3,6% sul 2023) e la Cina (-17,9%).

A contenere l'andamento negativo contribuiscono in particolare gli Emirati Arabi (che registrano un +22,2%,) e la Spagna (+4,1%). Fuori dalle prime dieci destinazioni, significativi gli incrementi in valore assoluto di Polonia (+9,7%) e Arabia Saudita (+14,6%).

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