Con i festival l’ ignavia non c’entra

Tra lusinghe e biasimi, nella sua Domenica del villaggio, Egidio Sterpa manifesta le aspettative e le riserve sull'assessore alla cultura della sua città. Lo muove un sentimento ambivalente che ha nei miei confronti da quando fui eletto in Parlamento come Indipendente nel Partito liberale. Era il 1992. Di quel giovane gli piacevano alcune idee, ma non i metodi, e soprattutto quell'uso spregiudicato del mezzo televisivo. Da quella visione ambivalente non si è mai discostato, se è vero che anche oggi mi rimprovera sia di quello di cui non sono responsabile, sia di quello che ho già fatto nella direzione da lui auspicata, sia di quello che non sono più, perché le mie presenze televisive, pur non passando inosservate, sono occasionali.
Secondo Sterpa avremmo perso il Festival del teatro «per ignavia». Non so cosa intenda, ma l'abbiamo perso perché, contrariamente alla mia indisponibilità, il Presidente della regione, il presidente della Provincia, il sindaco, hanno ritenuto di partecipare ad una gara voluta dal governo che, attraverso una ridicola Commissione, ha scelto Napoli. Non c'entra niente l'ignavia. Come io ho detto in numerose occasioni, andava respinto il metodo. Milano è la capitale del teatro indiscutibilmente, e lo dimostrerà anche senza il finanziamento del ministero. Non doveva partecipare a questa insensata competizione, e il ministero poteva benissimo attribuire finanziamenti speciali per una festa del teatro a Napoli senza mortificare formalmente Milano.

Sterpa si è limitato a valutare la questione attraverso le cronache dei giornali, che hanno registrato la prevedibile sconfitta di Milano non come una legittima strategia culturale del governo in favore di Napoli, ma come una conseguenza di un confronto impossibile. Il Teatro per Napoli è la maschera dei rifiuti. Per quello che mi riguarda, ho manifestato la mia contrarietà alla gara (...)

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