Inchiesta Ponzoni: sequestro documenti del Comune di Desio

Acquisite le carte negli uffici dell’Urbanistica. Nel mirino l’ex assessore Antonino Brambilla

Inchiesta Ponzoni: 
sequestro documenti 
del Comune di Desio

Un altro giorno, un nuovo capitolo nell’inchiesta che sta agitando i palazzi della politica. È il caso Ponzoni, l’ex assessore regionale all’Ambiente indagato per corruzione. Il consigliere del Pirellone è accusato dai pm di Monza di aver preso una tangente di 220mila euro per modificare il piano territoriale di Desio, favorendo così la costruzione di un centro commerciale che dovrebbe sorgere tra Desio, Muggiò e Lissone. E proprio a Desio, ieri, la Guardia di finanza ha perquisito gli uffici del Comune. Le Fiamme gialle hanno preso i documenti relativi al pgt aggiornato al giugno 2009. «Io sono tranquillo, altri non so», dice il sindaco Gianpiero Mariani (Pdl). «Noi crediamo in quel progetto, e sulla giunta posso mettere la mano sul fuoco». Nel mirino personaggi legati in tempi recenti al settore dell’Urbanistica e dell’Ambiente. Michele Vitale e - prima di lui - Antonino Brambilla, già assessore all’urbanistica nel municipio brianzolo, e ora vicepresidente della giunta provinciale di Monza-Brianza. Nelle loro stanze, infatti, sono entrati i finanzieri, con un provvedimento firmato dal pm Donata Costa, che con il sostituto procuratore Walter Mapelli si sta occupando delle presunte mazzette. A Desio, però ha lavorato anche Rosario Perri, per molti anni segretario generale e dirigente dell’ufficio tecnico del Comune. Il nome di Perri è spuntato anche nelle indagini del magistrato monzese Salvatore Bellomo e della distrettuale antimafia di Milano, che seguono gli interessi della criminalità organizzata nel ricco mercato del mattone.
Antonino Brambilla non è uno qualunque. L’ex assessore (ha ricoperto l’incarico fino a poco tempo fa) ha un curriculum di prestigio. Avvocato, esperto di diritto urbanistico e di appalti pubblici, è coestensore fin dal 1975 delle principali leggi urbanistiche della Regione. L’ultima è dell’11 marzo 2005. Tra il 2005 e il 2008, Brambilla è membro della direzione scientifica per la redazione del Piano territoriale lombardo, e consulente per le principali opere che stanno trasformando Milano e la provincia. Dal pgt di Palazzo Marino alle «Grandi Trasformazioni Urbane» (con pareri di sviluppo per le aree del Portello e di Garibaldi-Repubblica), dal piano di governo del territorio di Monza alle consulenze per la Società regionale Infrastrutture spa per il polo esterno della fiera di Rho-Pero. Insomma, tutti i più importanti progetti di innovazione urbanistica sono passati anche per le sue mani. Nel 2005, il comune di Seregno (e proprio Seregno è indicato nell’avviso di garanzia notificato a Ponzoni) conferisce all’avvocato l’incarico di «assistenza stragiudiziale e consulenza giuridica di alta specializzazione in materia urbanistica ed edilizia». Mentre a Desio (l’altro comune finito nel mirino degli inquirenti), Brambilla è stato assessore all’Urbanistica, salvo rinunciare di recente all’incarico. Luoghi, nomi e circostanze che vengono incrociati dagli inquirenti, a caccia dei terminali delle presunte pressioni fatte da Ponzoni.
Ma è una storia, quella di Antonino Brambilla, che inciampa nei guai con la giustizia.

Quasi come vent’anni fa. Nel 1994, l’avvocato - all’epoca presidente di Amsa - viene condannato per tangenti a 3 anni con l’accusa di corruzione per alcune varianti edilizie nel comune di Pieve Emanuele. Storia antica, da Prima Repubblica.

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