Altro che Gay Pride: l'orgoglio vero è quello dei matti

Si chiama "Mad Pride" e ha sfilato a Torino per rivendicare i diritti dei malati psichiatrici. Più anticonformista e coraggioso persino dei cortei omosessuali

Il Gay Pride, certo. Ma il vero corteo controcorrente per chiedere più diritti è il "Mad Pride", la sfilata per l'orgoglio dei matti che si è svolta il 15 giugno a Torino, proprio nello stesso giorno della manifestazione romana degli omosessuali. Ha aperto il Mad Pride un cartello con la scritta "AAA definizione di matto cercasi", per sottolineare che anche le parole contano quando si parla di disagio. La sfilata è stata promossa dal movimento che si occupa dei diritti e dell'inserimento dei malati psichiatrici nella vita lavorativa, artistica e sociale. Educatori, utenti dei servizi ma anche tanti simpatizzanti hanno voluto rivendicare "la libertà - come recitava il manifesto letto in apertura del corteo - di vivere il proprio disagio mentale senza essere emarginati, sedati o rinchiusi".

"Tutti siamo a rischio malattia, oggi più che mai è lecito domandarsi dove inizino e dove finiscano i problemi psichici - spiega Simone Sandretti, uno degli organizzatori -. Sogniamo un mondo in cui chiedere aiuto per vivere meglio la propria diversità non significhi vedersi assegnata l'etichetta del pazzo per tutta la vita".

Con questo intento è nato il progetto "Matti a Cottimo", che impiega decine di pazienti psichiatrici in piccoli lavori manuali, ma anche i laboratori teatrali e artistici del Torino Mad Pride. "La prossima iniziativa sarà l'avvio del primo corso da mediatore psicosociale in Italia, all'Università di Torino, in collaborazione con l'Asl cittadina", annuncia Chiara Abbà, un'altra attivista del Mad Pride.

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