"Ecco la mia battaglia per le Province"

Licia Ronzulli, capogruppo al Senato di Forza Italia, è pronta alla battaglia per il ripristino delle province, abbandonando la riforma Delrio

"Ecco la mia battaglia per le Province"

Licia Ronzulli, capogruppo al Senato di Forza Italia, è pronta alla battaglia per il ripristino delle province, abbandonando la riforma Delrio.

Presidente, incardina il disegno di legge sul ripristino delle province sul modello precedente alla Delrio. Ci spiega il suo progetto?

«È quello di ridare voce a milioni di elettori che a causa della Delrio si sono visti rimuovere il loro diritto a votare direttamente il loro presidente della Provincia e il Consiglio provinciale».

Le province sono gli enti più vicini ai cittadini e Forza Italia crede molto nella sussidiarietà.

«Certamente. È necessario e fondamentale recuperare un rapporto fiduciario tra elettore e rappresentante delle istituzioni. E questo si può realizzare proprio quando i cittadini scelgono direttamente chi li può governare, perché gli amministratori poi dovranno rispondere a loro».

In commissione Affari costituzionali c'è un bel da fare. Anche gli alleati di centrodestra sono favorevoli.

«Non a caso abbiamo sottoscritto un programma comune. Per quanto riguarda il nostro disegno di legge, noi proponiamo l'elezione diretta dei presidenti di provincia, senza il ballottaggio, nel caso il candidato superi il 40 per cento. Anzi, abbiamo previsto che questa norma sia estesa anche per tutti i comuni sopra i 15mila abitanti, sulla scia del modello siciliano, dove ha dimostrato di funzionare».

Quali sarebbero i benefici?

«In questo modo diamo maggiore forza agli amministratori e combattiamo l'abbandono del voto, perché gli elettori si sentono più coinvolti e responsabilizzati. Non solo. L'abolizione dei ballottaggi in caso di vittoria sopra il 40 per cento, risolverebbe anche il problema della mancanza di legittimazione di chi risultasse vincitore, pur essendo sconfitto al primo turno, solo grazie al fisiologico e sistematico crollo dell'affluenza. In questo modo, inoltre, si risparmiano soldi e si evita il mercato delle vacche, rendendo più etiche le trattative pre-elettorali con chi rischia di non avere rappresentanza nelle singole amministrazioni».

Privando i cittadini dell'elezione a suffragio universale, il Pd ha impoverito anche la politica territoriale. Conviene?

«In questi anni, l'Ente provincia è stato mortificato e sono mancate le interlocuzioni sul territorio, tanto più importanti quando parliamo di Province che registrano oltre un milione di abitanti».

Ma non c'è il rischio di appesantire la cosa pubblica?

«Al contrario, io penso che ci sarà una

semplificazione, perché prevediamo anche una razionalizzazione del sistema delle province, per limitare grosse sperequazioni fra Enti che hanno poco più di 140 mila abitanti e altri che ne hanno oltre un milione e 200mila».

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