Quella sinistra che gode a veder Silvio condannato

Travaglio insulta: "Delinquente matricolato". Saviano sfotte: "Martire relegato in una villa". E il partito di Repubblica esulta: "Crolla il falso miracolo imprenditoriale"

Quella sinistra che gode a veder Silvio condannato

C'era d'aspettarselo. Lo avevano sognato di notte. Ci avevano fatto su anche un filmetto d'intrattenimento per anti berlusconiani incalliti. Adesso che è tutto vero la pletora dei manettari stappa lo spumante. La Cassazione è riuscita laddove mezzi leader, partiti, coalizioni e unioni non sono riusciti: decapitare il centrodestra condannando Silvio Berlusconi a quattro anni di carcere per un processo (e questa è la vera beffa) pieno di vizi formali e senza alcuna prova che inchiodi il condannato. Così, se la ghignano. In piazza una ventina di irriduciabili anti Cav con la bava alla bocca stappano una bottiglia di brodaglia frizzantina, nelle redazionie e in parlamento i soloni della sinistra e i manettari di professione danzano di felicità.

Sono gli odiatori di professione. Quelli che da anni infamano e infangano il Cavaliere per buttarlo fuori dal parlamento. "Oddio - scrive Marco Travaglio - hanno condannbato Berlusconi e nessuno sa cosa mettersi". Il vicedirettore del Fatto Quotidiano, invece, sa bene cosa indossare: puro livore. Così, in un editoriale teso a paragonare il leader del Pdl a un gangster, ecco attaccare coi soliti insulti: da "delinquente matricolato" a "Al Tappone", non si fa mancare nulla. In un numero (quasi) monografico, i colleghi del Fatto benedicono la Cassazione e maledicono le larghe intese: il refrain non è poi così diverso dalle invettive lanciate da Beppe Grillo dal blog. Un minuto dopo la lettura della sentenza, le televisioni, le radio e i social network sono esplosi in un florilegio di commenti, difese, accuse, attacchi e insulti. Una cagnara all'italiana che ha fatto perdere di vista l'unico dato drammatico della vicenda: la condanna del Cavaliere non solo è un durissimo colpo volutamente inferto al centrodestra, ma è una ferita violentissima alla democrazia. Purtroppo accanto ai messaggi di solidarietà, la rete è stata infestata dai soliti anti berlusconiani. "Adesso ci toccherà ascoltare un martire relegato in una villa da dove consiglierà i suoi o nei servizi sociali attivo al fianco dei deboli", ha commentato su Twitter Roberto Saviano. Non è da meno Antonio Di Pietro, che pur essendo stato estromesso dal parlamento dai suoi stessi elettori continua ad andare in giro a sbraitare. "Ora abbiamo la certezza che Berlusconi è un evasore fiscale - ha tuonato l'ex pm di Mani Pulite - come tale, non era degno di governare l’Italia ieri, né oggi è degno di rappresentare le istituzioni". Sulla stessa linea anche il leader del Sel Nichi Vendola: "Dalla Cassazione il sigillo alla caduta di autorevolezza della classe dirigente". Anche il segretario del Pd Guglielmo Epifani non è stato da meno. Un attacco che è affatto piaciuto a Flavio Briatore: "Mi ha molto colpito vedere Epifani leggere con arroganza incredibile il comunicato stampa contro Berlusconi. Un’immagine orribile, da vecchio Pci".

Anche il partito di Repubblica non si è fatto mancare qualche invettiva al vetriolo. Ezio Mauro, per esempio. Nell'editoriale i meriti del Cavaliere sul piano imprenditoriale vengono trasformati in una colossale frode. "Il falso miracolo imprenditoriale che nella leggenda di comodo aveva generato l'avventura politica di Berlusconi - scrive Mauro - ieri ha rivelato la sua natura fraudolenta, trascinando nella rovina vent'anni di storia politica travagliata del nostro Paese". Il direttore di Repubblica finge di non sapere che "il falso miracolo imprenditoriale" di Berlusconi ha dato lavoro a migliaia di italiani, ha generato ricchezza per tutto il Paese e, soprattutto, ha fatto piovere nell'erario pubblico paccate di miliardi di euro. Non solo. Il suddetto direttore preferisce non ricordare i successi politici (a livello nazionale e internazionale) raggiunti dal leader del Pdl. È la solita caccia al ricco di una sinistra incapace di disarcionare il credo comunista. Così, Francesco Merlo paragona il "ricco evasore" Berlusconi a Stanlio che "per malafede piagnucola e si copre la testa con le mani per mitigare la durezza della scoppola di Ollio". L'obiettivo? Trasformare un attentato alla democrazia in una farsa. Lo fa anche il tabloid tedesco Bild: "A causa
della sua età Berlusconi può fare richiesta per gli arresti domiciliari".

Per il quotidiano, "Berlusconi ha solo in Italia venti diverse residenze tra cui scegliere, tra cui la sua villa sarda con un parco enorme. Una casa allestita in maniera tanto boriosa come il ranch di Michael Jackson Neverland".

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