Il ritorno di Pecoraro Verde rimasto al verde

A volte ritornano. E ci riprovano. Proprio come l'evergreen Alfonso Pecoraro Scanio (nella foto), ospite d'onore a un convegno dei Verdi organizzato a Napoli, per parlare di energia pulita e mobilità sostenibile. Pur soddisfatto della sua nuova vita di docente universitario e guru della green economy del Belpaese, l'ex ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio non ha comunque escluso di riprendere a calcare le scene politiche in un futuro più o meno prossimo, magari nello stesso partito ecologista che l'ha visto crescere da semplice consigliere comunale di Salerno a potente ministro dell'Ambiente durante i governi di centrosinistra. È vero, ha perso lo scranno parlamentare dopo ben sedici anni, nel 2008, ma la passionaccia per la politica non dev'essergli certo passata. «Non ho mai lasciato la politica attiva se intendiamo la politica che fa le cose», ha detto l'ex ministro tra un appello all'efficienza energetica e alla medicina non convenzionale (suo nuovo campo d'azione).

Anzi, il George Clooney dell'ambientalismo duro e puro ha rivendicato che, con la sua Fondazione Univerde, in cinque anni, ha promosso e organizzato «più appuntamenti e iniziative, operando senza soldi, di molte altre forze politiche». Dal leader verde a leader al verde, così tramonta il partito ambientalista del Sole. Che ride(va).

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