Veneto, la Lega presenta norma per proibire il velo

Dopo il Friuli Venezia Giulia, la Lega presenta anche in Veneto un presenta un provvedimento per vietare l'uso del niqab in pubblico

Niqab, foto di repertorio
Niqab, foto di repertorio
00:00 00:00

Dopo il Friuli Venezia Giulia, la Lega presenta anche in Veneto un presenta un provvedimento per vietare l'uso del niqab in pubblico e un'analoga iniziativa è sbarcata anche al Consiglio comunale di Venezia solo pochi giorni fa.

"Ho depositato una risoluzione volta a garantire il rispetto del divieto di coprire il volto e il capo nei luoghi pubblici", annuncia Giuseppe Pan, capogruppo per Lega - Liga Veneta in Consiglio regionale, spiegando che tale misura "si inserisce nel solco delle normative già adottate in altri Paesi europei, con l'obiettivo di tutelare la sicurezza pubblica e favorire l'integrazione". Pan sottolinea che tale risoluzione si ispira a quanto già è previsto in Francia, Belgio, Austria, Danimarca, Paesi Bassi, Svizzera e altri Stati europei e a quanto già prevede anche il Regolamento regionale veneto n. 2 del 2017. "Questa iniziativa si fonda su un principio chiaro: nei luoghi pubblici e istituzionali è fondamentale che ogni cittadino sia identificabile", spiega Pan secondo cui sicurezza e ordine pubblico sono prioritari e, pertanto, il divieto di coprire il volto "deve essere applicato in maniera rigorosa e senza ambiguità".

Per il capogruppo della Leg-Liga Veneta "non si tratta di una questione religiosa, ma di una necessità di ordine pubblico e di convivenza civile" per cui "Chi sceglie di vivere nel nostro Paese deve rispettarne le regole e i valori fondamentali". Pan si rifà alla giurisprudenza europea che ha riconosciuto la possibilità per gli Stati di limitare la libertà di manifestazione del proprio culto "se l'uso di quella libertà ostacola l'obiettivo perseguito di tutela dei diritti e delle libertà altrui, l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica". Con questa risoluzione, il Consiglio regionale del Veneto invita governo e Parlamento ad adottare misure legislative per vietare l'uso di burqa e niqab o di altri eventuali copricapi che impediscono il riconoscimento delle persone nei luoghi pubblici e nelle scuole."Mostrare il volto nelle scuole non è solo una questione di sicurezza, ma anche di integrazione", dice Pan convinto che "Il contatto visivo e la piena riconoscibilità facilitano l'interazione tra studenti e docenti, aiutano a creare un ambiente scolastico più inclusivo e rafforzano il senso di appartenenza alla comunità".

La scuola, insomma, deve essere un luogo "di crescita e di condivisione" fondato sul riconoscimento reciproco e la trasparenza. "Vogliamo uno spazio pubblico neutrale, sicuro e aperto al dialogo dove l'identità di ogni individuo sia riconoscibile e dove l'integrazione sia reale e non di facciata", conclude Pan.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica