L’idea di Ancelotti «Girare al largo da Emerson e Vieira»

«Il punto debole della Juve? L’incrocio dei pali. Ritrovandola non penso all’8 maggio, ma a Manchester. E non vincerà sempre...»

L’idea di Ancelotti «Girare al largo da Emerson e Vieira»

Franco Ordine

nostro inviato a Milanello

Caro Ancelotti, cosa è successo di recente al suo Milan?
«Ha ripreso continuità, è migliorato nella forma di qualche suo esponente, ha infilato una bella striscia di successi consecutivi».
È il caso di coltivare qualche rimpianto per la partenza falsa?
«Lo ripeto, fino alla noia: un episodio negativo, a Genova con la Samp, ci può stare. Mancano all’appello i punti con l’Ascoli della prima giornata».
Su Sheva e gli altri infortunati da recuperare, qual è la linea guida?
«Una e una soltanto: è vietato correre rischi. Nesta è uno che non ha particolari problemi».
Capello sostiene: questo Milan-Juve non decide granché. È d’accordo?
«Chi vince a San Siro, non è detto che vinca lo scudetto. Il duello si ripeterà fino alla fine del campionato».
Non accadrà proprio niente?
«No, qualche effetto, di natura psicologica, si può verificare».
Dove la Juventus è più forte del Milan?
«Le due squadre si equivalgono, con caratteristiche diverse. Una è compatta, punta sulla forza, l’altra, la nostra, cerca di sfruttare al meglio abilità e tecnica».
Ma esiste un punto debole nella Juventus di oggi?
«Sì, se tiriamo tutte le volte all’incrocio dei pali!».
Ha qualche rimorso per la sfida persa dell’8 maggio?
«No, ho già rimosso tutto. Quella fu orientata, in modo decisivo, dalla fatica compiuta dalla squadra qualche giorno prima a Eindhoven, nella semifinale di coppa Campioni. Ma lo ripeto per l’ultima volta: tornassi indietro, rifarei le stesse scelte di allora. A proposito di date: non c’è solo l’8 maggio da rievocare, io penso anche a Manchester quando incrocio la Juve».
Ha detto Arrigo Sacchi: per battere questa Juve, il Milan deve fare una partita perfetta. È d’accordo?
«Ma anche la Juve, per batterci, deve fare una partita perfetta».
Arbitra Bertini: le ricorda qualcosa?
«Acqua passata, gli auguro di dirigere in modo perfetto. E aggiungo che di sicuro sarà agevolato dai giocatgori delle due squadre che sono educati, e si daranno battaglia nel rispetto delle regole. È inutile e riduttivo tornare a bomba con la partita di un anno fa».
Qual è la chiave tattica della nuova Juventus?
«Il giocatore più importante e rappresentativo è Ibrahimovic, giocano molto su di lui, è il regista avanzato, mi par di capire».
Nove partite, nove vittorie: è tutto oro quel che riluce a Torino?
«Sì, non mi pare sia stata assistita da fortuna. Anzi: ha sempre vinto con merito e anche con facilità».
Eppure c’è chi scommette che il punto di forza della Juve sia il centrocampo, nella coppia Emerson-Vieira: ha visto come hanno macinato l’Inter?
«Naturalmente. E sarà il caso di giocare da altre parti».
Ancora una volta Capello contro Ancelotti...
«Se così fosse, sarei onorato anche se non credo al confronto tra allenatori in questi casi».
Eppure molti han scritto e pensato: Capello è stato più bravo di Ancelotti a vincere l’ultimo scudetto avendo meno ricambi a disposizione...
«Fabio ha grandi meriti, è un pragmatico, serio sul lavoro, capace di tenere sotto pressione i suoi giocatori».
Milan contro Juve: non si rischia la noia?
«Per il momento è così ma non credo che la Juve ne vinca 38 su 38. Anche se Capello, da sempre, ha cominciato molto forte i suoi campionati».
A Torino hanno recuperato Vieira e Ibrahimovic...
«In verità hanno vinto anche senza quei due. Eppoi non sono molto interessato al loro schieramento, mi preoccupo del mio piuttosto».
Sempre a Torino scrivono di Moggi e Giraudo in rossonero con Ancelotti mandato via a giugno prossimo...


«Qualcuno ha cambiato pusher».
A proposito dell’Inter, se l’aspettava il crollo con la Roma?
«Rispetto all’anno scorso ha più punti ma anche più sconfitte, questo significa che ha perso continuità. Ma non è tutto perso per lo scudetto».

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