Laboratori e atelier, i giovani ormai non li «filano» più

Grossa crisi del settore: solo in Lombardia mancano 40mila dipendenti. Eppure gli stipendi sono molto alti

Uno su 5mila ce la fa. Uno su 5mila diventa un tronista o una velina, i mestieri più ambiti dai giovani, nonostante la percentuale di successo sia davvero bassissima, lo 0,02%. Eppure c'è un lavoro, il sarto o la sarta, dove i numeri potrebbero essere ribaltati. Le sartorie, infatti, sono vuote: in Lombardia si cercano 40mila nuovi dipendenti, di cui il 48,14%. È ciò che emerge da una ricerca dell'Unione Artigiani concentrata su giovani in età formativa, che non superano i 25 anni. «Le sartorie sono vuote - spiega Marco Accornero, Segretario generale dell'Unione artigiani della Provincia di Milano - Cerchiamo continuamente giovani che vogliano intraprendere la carriera sartoriale, ma c'è una crisi di vocazione. I giovani pensano che si tratti di un mestiere degradante, senza considerare che gli stipendi non sono così bassi come credono. Gli abiti realizzati a mano da questi artigiani lombardi in un anno sono circa 65mila, da uomo e da donna».
Eppure i lavori artigianali rappresentano il meglio del made in Italy nel mondo e, farne parte, dovrebbe essere un'aspirazione. «Le imprese della moda cercano continuamente figure professionali, come i sarti, ormai in netto calo sul mercato - afferma Giovanni Bozzetti, Presidente del Comitato Lombardia per la moda -. E le aziende sono disposte a offrire alle figure artigiane anche stipendi molto alti: oggi nelle più importanti maison una sarta cinquantenne guadagna anche 5mila euro al mese».


L’Unione Artigiani dimostra sempre grande attenzione al settore sartoria: dalla ricerca presentata in una tavola rotonda, si è passati al déefilé dei Maestri Sartori tenutosi al Museo della Scienza e della tecnica e conclusosi con il premio «L'eccellenza dell'informazione». Il riconoscimento è stato assegnato a Maurizio Belpietro direttore di Panorama, a Clemente Mimun direttore del Tg5 e a Roberta Filippini dell'Ansa.

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