Laurentino 38, residenti tra degrado e occupazioni: «Siamo ormai allo stremo»

Schiuma (An): «Serve un tavolo permanente tra tutte le istituzioni»

Clotilde De Meo

Esattamente come un anno fa. Stesso posto, stesse persone, stessi problemi. I residenti del Laurentino 38, il quartiere popolare meglio noto come «i ponti», hanno organizzato ieri pomeriggio l’ennesimo sit-in di protesta. «I problemi sono sempre i soliti - ha raccontato Gianni, da sempre in prima linea per la riqualificazione del quartiere - gli ascensori non funzionano, le case sono piene di infiltrazioni d’acqua, il degrado la fa da padrone». Nulla di nuovo, insomma. Eppure ai residenti del Laurentino nel luglio del 2004 erano stati annunciati grandi interventi supportati da uno stanziamento di oltre quattro milioni di euro da parte della Regione Lazio. Municipio XII, Comune e Regione in diverse riunioni congiunte avevano concordato il risanamento e la manutenzione dei primi otto ponti e la riqualificazione degli ultimi tre, per i quali si parlava addirittura di demolizione. «Invece sono ancora qui. I lavori di ristrutturazione sono iniziati quattro mesi fa ma non riusciamo a capire cosa stanno facendo. Dal primo all’ottavo ponte hanno fatto interventi consistenti, ma per ultimi tre ponti non è stato lo stesso». Il motivo di tale disattenzione sembra essere il loro prossimo abbattimento. «Che ancora non sappiamo quando avverrà», prosegue Rossella. C’è poi la questione degli occupanti. Sopra gli ultimi tre ponti abitano intere famiglie che dovranno essere fatte sgomberare e negli ultimi tempi sembrano esserci anche dei nuovi arrivati.

«È necessario istituire un tavolo permanente tra tutte le istituzioni coinvolte - dice Fabio Sabbatani Schiuma, vicepresidente del consiglio comunale - urgono programmazioni e interventi radicali che possano finalmente garantire una qualità di vita decorosa al quartiere».

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