Influencer, arriva la stretta sul loro lavoro. L'Agcom propone nuove regole

Arriva la richiesta dell'Agcom, sul lavoro di Influencer, una categoria in forte crescita che genera un giro d'affari non indifferente

Influencer, arriva la stretta sul loro lavoro. L'Agcom propone nuove regole
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Arriva la stretta, o meglio dire una sorta di regolamentazione, per la marea senza controllo degli influencer social. Dovranno sottostare a regole precise, perché secondo il consiglio dell'Agcom (Autorità per la garanzia nelle comunicazioni) "svolgono un'attività analoga o comunque assimilabile a quella dei fornitori di servizi di media audiovisivi e quindi sono chiamati al rispetto delle misure previste dal Testo unico dei servizi di media audiovisivi". È questo il presupporsto da cui si è partiti per indire una consultazione pubblica sulle misure per garantire il rispetto delle disposizioni da parte dei soggetti che creano, producono e diffondono contenuti audiovisivi, su cui esercitano la responsabilità editoriale, tramite piattaforme, per la condivisione di video e, in generale, tramite social media.

Chi sono gli influencer

Si può definire influencer chiunque riesca ad influenzare la decisione di acquisto degli altri, per la sua autorità, conoscenza, posizione o rapporto con il pubblico. Questi quasi sempre collaborano con le aziende per vendere i loro prodotti o servizi nell'ambito di quello chiamato Influencer Marketing. Nell'ultimo decennio c'è stata una crescita esponenziale di queste nuove figure.

Quanti influencer ci sono in Italia?

Si stima che nel nostro Paese siano circa 350.000 i professionisti in questo settore. Per professionisti si intende persone che fanno questo come lavoro principale, che generano circa 150.000 posti di lavoro, per un giro d'affari di circa 280 milioni di euro. Un comparto enorme che fino a questo momento agiva senza nessun tipo di regolamentazione.

Quanto guadagna un influencer

Dipende da molti fattori, primo tra tutti il numero di follower attivi (ovvero che interagiscono quindi candidati al possibile acquisto), per poi passare alla notorietà, ed infine alla piattaforma social in cui agiscono. Per fare un esempio YouTube ha registrato ultimamente un +60% e un post può arrivare a far guadagnare 80.000 euro. Instagram ha registrato un +33% mentre TikTok, per il momento solo un 15%, ma si tratta di un social che nel futuro avrà una grossa spinta. C'è stato un vero e proprio crollo per quanto riguarda Facebook -35% considerato per i boomer, ovvero persone più adulte senza troppa conoscenza social, e quindi poco appetibili per le aziende se non su particolari settori di nicchia.

I vari tipi di influencer

In base al numero dei follower c'è una divisione ben precisa degli influencer, che la gente comune ignora e segue magari per simpatia o moda del momento, ma che è ben nota alle aziende che investono, e pagano, in base ad una precisa stima:

• nano-influencer: fino a 25.000 follower;
• macro-influencer: fino a 100.000;
• mega-influencer: fino a 500.000;
• celebrity: oltre 500.000.

I primi, i nano-influencer possono guardagnare dai 100 ai 250 euro a post. Si aumenta poi in maniera esponenziale, e chi arriva a possedere da 1 a 5 milioni di follower può incassare dai 20 ai 30mila euro.

Superando i 5 milioni di follower i guadagni lievitano arrivando dai 30 agli 80 mila euro. Con questo giro di affari, ma soprattutto anche per la responsabilità dei contenuti postati, si può quindi comprendere la necessità di una regolamentazione precisa, che metta ordine anche per questa categoria.

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