Marrazzo, copie del filmato in mano agli indagati

Le motivazioni del tribunale del riesame: "Attuale il pericolo che reiterino il reato". Confermata la custodia in carcere dei carabinieri Carlo Tagliente e Luciano Simeone e disposto gli arresti domiciliari per Nicola Tamburrini

Marrazzo, copie del filmato in mano agli indagati

Roma - "Copie del filmato sono, tuttora, in possesso degli indagati; ne discende l’attualità del pericolo di reiterazione". Così afferma il tribunale del riesame, nelle motivazioni del provvedimento con il quale il 26 ottobre scorso ha confermato la detenzione in carcere per due dei quattro carabinieri indagati per il ricatto all’ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Il passaggio, posto in rilievo dalla corte è subito seguito da una dichiarazione di Antonio Tamburrino, che ha avuto i domiciliari. "Voglio precisare che il cd consegnatomi per portarlo a Milano in visione alla signora Carmen è una copia, così come esplicitamente dettomi da Luciano Simeone (che è ancora in carcere, ndr). Ciò significa che sicuramente uno dei tre miei colleghi Simeone, Nicola Testini e Carlo Tagliente, è in possesso di una copia del filmato".

Le motivazioni del riesame "Lo scrutinio dell’intero e strutturato fenomeno criminoso scoperto declina, in tutta la sua densità, la inusuale e preoccupante gravità dei fatti che lo compongono". Per Nicola Testini è stata disposta le remissione in libertà. Mentre Antonio Tamburrino ha avuto i domiciliari. Secondo il tribunale i "fatti storici sono espressivi e rivelatori di personalità connotate da una inquietante capacità ideativa ed esecutiva del crimine, e da una pericolosità che dobbiamo ritenere connaturale per le allarmanti modalità e circostanze attraverso cui l’intera fenomenologia si è sviluppata". "I fatti criminosi sono stati ideati a realizzati da Tagliente e Simeone: due carabinieri scelti in servizio attivo. E' questo il fattore individualizzante il plusvalore di gravità che qualifica la vicenda storica.

Tagliente e Simeone - continuano i magistrati - hanno asservito la loro qualificata funzione di carabinieri ai fini deviati e devianti del crimine, mettendo in opera un metodico disegno delinquenziale in danno del presidente di una Regione, scoperto in un contesto di privata e personalissima vita della propria sessualità".

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