Contagi giù, Lombardia bianca? Pregliasco frena: "Non è finita"

Il virologo del Cts: "Indici in netto miglioramento, ma non siamo ancora fuori. Ora procedere per step"

Contagi giù, Lombardia bianca? Pregliasco frena: "Non è finita"

Situazione in netto miglioramento in Lombardia, che ieri è stata confermata in fascia gialla in seguito all'aggiornamento dei dati fornito dal Comitato tecnico scientifico. Non certo una sorpresa per la nostra regione che sta assistendo a un continuo e progressivo miglioramento del quadro epidemiologico. E che vede finalmente la luce. A fronte di 44.005 tamponi effettuati si registravano ieri 1.160 nuovi positivi che portano il tasso di contagiosità al 2,6 per cento, dimezzato rispetto a sole due settimane fa. Così continuano a calare i ricoverati nelle terapie intensive (-6) che si attestano a 411 posti occupati e negli altri reparti ospedalieri (-100), scesi a 2.251 malati. Si contano ancora 23 decessi. Volge al sereno anche la situazione nei territori più colpiti dalla terza ondata: sono 298 i casi registrati nel Milanese di cui 108 in città, 148 nel Bresciano, 129 a Bergamo, 42 a Cremona, solo 10 a Lodi.

Secondo il report aggiornato del Cts l'indice di diffusione del contagio nel tempo, l'Rt, si attesta a 0,86, l'incidenza settimanale dei casi è di 86 su 100mila abitanti (la soglia per entrare nella zona bianca è 56 su 100mila), la quota di occupazione delle terapie intensive è sotto il 30 per cento. Un dato che non si verificava da almeno due mesi. Così sembra scampato il pericolo della «variante nerazzurra», ovvero l'atteso e temuto picco dei contagi dopo gli assembramenti di domenica 2 maggio in Duomo.

Ecco quindi che la Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia, come ha ricordato ieri il presidente lùmbard Attilio Fontana parlando dei vaccini, ne sta uscendo. «Non ci sono stati casi, se non in percentuale irrisoria, di rifiuto del vaccino. La nostra gente - ha ricordato il governatore- ha accettato di non mettere in discussione il tipo di siero perchè molti lombardi hanno sofferto direttamente o indirettamente a causa delle ferite provocate dalla perdita di persone care. Tutti noi vogliamo superare il periodo drammatico che abbiamo vissuto».

Ancora presto però per dichiarare «finita» la terza ondata secondo Fabrizio Pregliasco, membro del Cts regionale e ricercatore in Igiene Generale ed applicata all'Università degli Studi: «La situazione è in netto miglioramento e i dati sono molto positivi, ma dobbiamo stringere i denti ancora un po'. I contagi sono in discesa e la percentuale dei letti occupati è precipitata: questo è sicuramente l'effetto delle chiusure decise di volta in volta, che hanno permesso di arginare la pandemia e gestire al meglio le cure». Non si fa prendere dall'entusiasmo il virologo, che mantiene una posizione molto cauta: «Procediamo con buon senso e per step per arrivare a breve a una situazione di serenità».

La variante nerazzurra non ha colpito? «Finora non se ne sono visti gli effetti, quindi possiamo tirare un sospiro di sollievo, anche se è prevedibile aspettarsi una recrudescenza dei contagi con le nuove aperture. Fortunatamente siamo sempre più al sicuro grazie alla campagna vaccinale».

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