"Il vero capolavoro per Expo sarà la mostra su Leonardo"

Il curatore racconta la grande esposizione di aprile a Palazzo Reale: "Dai musei del mondo un centinaio di importanti disegni, dipinti e sculture"

Il San Gerolamo di Leonardo che arriverà  dai Musei Vaticani
Il San Gerolamo di Leonardo che arriverà dai Musei Vaticani

Se nel patrimonio artistico esiste un brand che meglio di tutti può rappresentare Milano nell'anno di Expo, questo è senz'altro Leonardo da Vinci. Di cui, a ben donde, si continua a parlare da un anno: dal restauro in corso della decorazione della sforzesca Sala delle Asse, al restyling del Cenacolo che sarà aperto anche di sera, dal percorso multimediale «Leonardo3» prorogato in piazza della Scala, alla (discussa) scultura «Leonardo Icon» inaugurata da Daniel Libeskind nella piazza di fronte all'Ambrosiana. Ma la ciliegina sulla torta potrebbe essere la mostra che sarà inaugurata a Palazzo Reale il 15 aprile del 2015, anniversario della nascita del Genio e alla vigilia di Expo. Il progetto è a cura di Pietro C. Marani in collaborazione con Maria Teresa Fiorio.

Professor Marani, una grande mostra su Leonardo smorzerebbe le polemiche sui capolavori artistici testimonial di Expo. Non deluderete il pubblico?

«Ci stiamo lavorando da cinque anni e mi sento di garantire che sarà la grande mostra del 2015, la più importante che sia mai stata inaugurata in Italia su Leonardo da Vinci».

Nell'immaginario del pubblico, Cenacolo a parte, Leonardo significa la Gioconda, la Vergine delle Rocce, la Dama con l'ermellino. Vedremo grandi capolavori?

«Premetto che il sottotitolo della mostra è: Il disegno del mondo . Ciò significa che i riflettori saranno concentrati soprattutto su un linguaggio, il disegno appunto, che fu il fondamento privilegiato dal Genio del Rinascimento per rappresentare ciò che lo circondava, il suo rapporto con l'arte, con la natura e con i suoi contemporanei. La mostra di Palazzo Reale ne esporrà un centinaio, di cui trenta dalla collezione della Regina d'Inghilterra. Ovviamente non mancheranno importanti sculture e dipinti, almeno quattro, come il San Gerolamo dalla Pinacoteca Vaticana».

Grandi musei come la National Gallery di Londra e Louvre hanno organizzato importanti esposizioni su Leonardo. Che cosa aggiungerà Palazzo Reale?

«Quella di Londra fu una mostra sugli anni milanesi, mentre il Louvre accese i riflettori su un capolavoro come la Sant'Anna . La nostra non sarà un'esposizione cronologica ma tematica: dodici sezioni che vogliono fornire una visione obiettiva sulla carriera del Maestro: quella artistica e quella scientifica. Disegni di grande formato illustreranno il rapporto di Leonardo con l'antico, il rapporto con i suoi contemporanei, lo studio sul mondo anche attraverso modelli e codici; e ancora, le invenzioni meccaniche, il rapporto tra pittura e scultura, quello tra scienza e architettura».

Chi saranno i prestatori delle opere?

«La Pinacoteca Ambrosiana, anche se il Codice Atlantico resterà in sede; e poi la Galleria dell'Accademia di Venezia, gli Uffizi, il British Museum, la National Gallery, la Biblioteca Reale di Torino, e altri. Non voglio fare anticipazioni ma siamo in trattative con il Louvre...».

Avete fatto richiesta anche di opere di altri artisti...

«Infatti verranno esposte opere sia di contemporanei del Genio come Botticelli, Verrocchio e Bramante, sia di artisti del '900 che si sono ispirati al mito della Gioconda, come Warhol e Duchamp».

A proposito di prestiti, Sgarbi vorrebbe esporre per Expo la «Bella Principessa» attribuita al Da Vinci e di collezione privata. Perchè non l'avete inclusa?

«Con tutto il rispetto per Sgarbi, le attribuzioni di quel dipinto sono tutt'altro che certe e quell'opera non è mai stata chiesta da nessun museo».

Il Comune ha promesso, in concomitanza con la mostra, eventi coordinati...

«Inutile dire

che ce lo aspettiamo. Leonardo merita un itinerario che passi dal Cenacolo alla Biblioteca Trivulziana, all'Ambrosiana del Codice, a Brera, al Museo della Scienza fino al Naviglio Grande. Dovrà essere un grande omaggio».

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