Corea del Nord, pregi e difetti del missile Pukguksong-2

Lanciare missili nel Mare del Giappone non significa che la Corea del Nord possa colpire bersagli nell'emisfero occidentale.

Corea del Nord, pregi e difetti del missile Pukguksong-2

La Corea del Nord ha lanciato poche ore fa un missile balistico a medio raggio Pukguksong-2. Il vettore è stato lanciato da una posizione vicino Pukchang, nella provincia meridionale di Pyongan: non si tratta di un missile balistico intercontinentale. STRATCOM rileva che il missile ha coperto una distanza di 500 km con un’altitudine raggiunta di 560 km, prima di schiantarsi in mare, al largo della costa orientale del paese, all’esterno della zona economica esclusiva del Giappone. Il leader della Corea del Nord, Kim Jong un, ha assistito personalmente al lancio del missile che, secondo l’agenzia di stampa KCNA, avrebbe confermato l'affidabilità del sistema di guida nella fase terminale ed il motore a combustibile solido. Il termine nord coreano Pukguksong si traduce in Polaris, stella polare. E’ lo stesso nome del primo SLBM al mondo, UGM-27 Polaris, messo in servizio dagli Stati Uniti. Il Pukguksong a differenza del Musudan. Le foto originali diramate dal regime, ci consentono di analizzare il sistema d’arma da un punto di vista di status.

Il combustibile solido ed il lancio a freddo

Il missile Pukguksong-2 o KN-11 Mod 2, basato sul vettore sovietico R-27 Zyb, progettato per essere imbarcato sui sottomarini, è stato lanciato a freddo. I sistemi di lancio verticali avvengono in due modi. Nel lancio a caldo, il missile viene espulso grazie alla immediata accensione del sistema di propulsione del razzo. L’espulsione a freddo, come quella del Pukguksong-2, è generalmente utilizzata negli ambienti navali. La Corea del Nord ha compiuto enormi progressi nella tecnologia di espulsione da una piattaforma in immersione, ma a lanciare potrebbe non essere mai stato un sottomarino. Tutti i lanci sarebbero stati effettuati da due piattaforme sovietiche PSD-4 utilizzate negli anni ’60 per testare i nuovi asset SLBM.

Nella tecnologia a freddo, il missile è espulso dalla piattaforma di lancio tramite aria compressa. Nei sottomarini, l’accensione del primo stadio o fase di spinta, avviene dopo aver superato la superficie marina: il missile, avvolto da una bolla di gas, non tocca mai l’acqua. I vantaggi sono innegabili. Nel caso del Pukguksong-2 lanciato da terra, viene meno la componente progettata per dissipare il calore ed i fumi di scarico generati dal lancio del missile. L’immediato processo iniziale del lancio è difficilmente rilevabile dalla rete satellitare. Tuttavia, l’espulsione a freddo è influenzata nella sua fase di espulsione dai forti venti che ne possono alterare la precisione. Il propellente solido, invece, conferisce immediati tempi di reazione e prontezza di funzionamento. Il combustibile premiscelato in forma solida viene stivato direttamente nel missile. Avviato il processo di accensione, questo non può essere modificato o disattivato a differenza di quanto avviene nel combustibile allo stato liquido. Il flusso di carburante allo stato liquido può essere controllato così come la quantità di spinta prodotta può essere regolata, attivata o disattivata. I missili a combustibile liquido sono alimentati sul sito di lancio in un processo che può durare delle ore e che richiede diversi veicoli di supporto.

I lanciatori cingolati

Secondo la stima della Central Intelligence Agency, la Corea del Nord disporrebbe di appena 724 km strade asfaltate su una rete viaria di 24,83 mila chilometri. Fino a pochi mesi fa, i TEL (transporter erector launcher) rilevati non erano altro che dei mezzi civili riconvertiti grossolanamente per uso militare. Ciò significa che non sarebbero stati in grado di tollerare l’energia sprigionata da un missile nelle sue primissime fasi e garantirne la stabilità. I lanciatori ruotati avrebbero dovuto percorrere strade improvvisate per un eccessivo stress al telaio del missile. Il missile Pukguksong-2 utilizza un veicolo di lancio cingolato, simile (sembra il medesimo) al telaio del carro armato P'okp'ung-ho. Il telaio del Pukguksong-2 differisce da quello del P'okp'ung-ho per l’aggiunta di due ulteriori ruote per lato per sopportare il peso del missile. Un veicolo cingolato aggira il problema delle strade non asfaltate. Tuttavia, i missili balistici sono asset particolarmente delicati e soffrono l’instabilità dei terreni improvvisati.

Pukguksong-2: reale minaccia?

Il volo di poche ore fa non è sufficiente per calcolare un intervallo reale, ma in teoria il missile dovrebbe essere in grado di coprire la distanza con le basi americane in Corea del Sud ed in Giappone. Coprire una distanza non significa colpire un obiettivo. Secondo la Corea del Nord, “il test missilistico non solo ha dimostrato il sistema di lancio a freddo e l'affidabilità del combustibile solido, ma anche la separazione della testata”. Pyongyang menziona anche delle “manovre di evasione ed alta manovrabilità e l’adattabilità in condizioni di battaglia” per la penetrazione in un ambiente ostile. Impossibile accertare tali affermazioni.

Lanciare missili a breve e medio raggio nel Mare del Giappone non significa che Pyongyang possa colpire bersagli nell'emisfero occidentale. Non esiste alcuna verifica indipendente che possa confermare un sistema di guida affidabile a lunga distanza sviluppato dalla Corea del Nord. Oltre alla spinta dei razzi, un missile balistico intercontinentale richiede specifiche capacità come l’elaborazione dei dati per colpire il bersaglio designato. Non esiste alcuna informazione open-source che possa dimostrare che la Corea del Nord abbia risolto tutti i problemi del programma missilistico di proiezione a medio e lungo raggio. Il Nord,nonostante i proclami, deve ancora dimostrare di aver miniaturizzato con successo una testata e completato il ciclo della tecnologia di rientro. Le superpotenze hanno impiegato due decenni anni per sviluppare asset intercontinentali. La Corea del Nord potrebbe riuscire a completare lo sviluppo di tale tecnologia, ma ci vorranno anni e decine di test.

Corea del Sud e Giappone convivono con la minaccia del Nord da decenni.

Gli Stati Uniti, dopo l'isteria della crisi missilistica cubana, impararono a convivere con le capacità strategiche sovietiche e cinesi. Il punto è capire se gli Stati Uniti riusciranno ad adattarsi anche alla futura, ma non prossima, minaccia intercontinentale della Corea del Nord.

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