Il rebus sul futuro della Fondazione Gates

Dalla coppia arrivano rassicurazioni ma in molti - inclusi i dipendenti e i collaboratori - esprimono dubbi sul futuro della Fondazione dei Gates. Molto dipenderà da come avverrà il divorzio

Il rebus sul futuro della Fondazione Gates

Il divorzio tra Bill e Melinda Gates si preannuncia come il più costoso dopo quello tra Jeff Bezos e la moglie MacKenzie nel 2019. Con un patrimonio di 130 miliardi di dollari, i Gates sono al quarto posto nella lista dei più ricchi del mondo, dopo Bezos, Elon Musk e Bernard Arnault. L'enorme patrimonio della coppia, ricorda l'agenzia Adnkronos, comprende residenze in cinque stati americani; un parco macchine tra le quali spicca una Porsche da collezione, valore 2 milioni di dollari; una collezione d'arte, che comprende il Codice Hammer, il manoscritto di Leonardo da Vinci, valore 30 milioni di dollari; una serie di aerei privati. Ma, soprattutto, la fondazione "filantropica" più potente e ricca del mondo, la Bill & Melinda Gates Foundation.

L'organizzazione filantropica più potente al mondo

Nel 1996 Bill Gates sposò la moglie Melinda e nel 2000 lanciarono insieme la Bill & Melinda Gates Foundation, che con con un asset di 50.7 miliardi di dollari è oggi considerata la fondazione più grande del pianeta. Dopo gli Stati Uniti, il più importante finanziatore mondiale dell'Organizzazione mondiale della sanità è proprio la Fondazione di Bill Gates e di sua moglie Melinda, che ogni anno elargisce finanziamenti all’agenzia dell’Onu pari al 10% del suo budget complessivo, determinando l'agenda in campo sanitario dell'ente. Secondo Foreign Affairs, "poche iniziative politiche o standard normativi stabiliti dall’Oms vengono annunciati prima di essere controllati ufficiosamente dal personale della Gates Foundation". In buona sostanza, come hanno dichiarato alcune fonti a Politico nel 2017, "le priorità di Gates sono diventate quelle dell’Oms". Sappiamo inoltre quanto sia influente la fondazione dei Gates rispetto all'emergenza sanitaria in corso e sul tema vaccini.

La domanda che molti si pongono è: quale sarà il futuro della fondazione ora che i due coniugi hanno annunciato il divorzio? Il New York Times scrive che molti dei 1.600 collaboratori della Bill e Melinda Gates Foundation si sono scambiati messaggi preoccupati circa il futuro. Il direttore esecutivo, Mark Suzman, ha provato a rassicurare tutti: "È chiaramente un momento difficile sul piano personale, ma entrambi mi hanno assicurato che continueranno a impegnarsi nella Fondazione". Come spiega il Financial Times, il futuro della fondazione dipenderà dall'entità dei contributi provenienti dalle loro fortune ora separate, nonché dall'ammontare di ulteriori donazioni da parte di Warren Buffett, amico della coppia e sesto uomo più ricco del mondo dopo Mark Zuckerberg con un patrimonio di 99.6 miliardi di dollari.

L'investitore e "filantropo" novantenne ha già elargito cospicue donazioni e ha promesso di cedere l'85% del suo patrimonio alla Bill & Melinda Foundation. Secondo il professor Henry Peter dell'Università di Ginevra, "l'ecosistema della fondazione si basa in realtà su soli tre fiduciari", ha detto, riferendosi a Gates e Buffett. "Sarà interessante sapere se da divorziati i Gates come questa coppia rimarranno al comando. Potrebbe essere il momento giusto per esaminare la governance". Il docente aggiunto che il divorzio "non è del tutto facile da conciliare con l'immagine di cui gode la fondazione. Possiamo solo sperare che Melinda non se ne vada e metta in atto una sua realtà filantropica".

"Il divorzio riguarda anche la Fondazione"

Il futuro della fondazione, dunque, nonostante le rassicurazioni della coppia, non è affatto scontato. Come spiega all'agenzia LaPresse Francesco Florian, docente di legislazione dei Beni culturali presso l'Università Cattolica ed esperto di fondazioni, "il divorzio tra Bill e Melinda Gates può riguardare anche la fondazione sotto due profili: l'uso del nome ed eventualmente il patrimonio". Sotto il primo aspetto, spiega Florian, "è evidente che deve esserci il consenso di entrambi gli (ex) coniugi affinchè la fondazione continui ad usare la denominazione che contempla entrambi i nomi. In secondo luogo, potrebbe esservi un potenziale riflesso patrimoniale laddove l'ente, pur nel suo autentico assetto filantropico, abbia giacenze ed impieghi derivanti dal patrimonio personale, anche in chiave di protezione".

Vero è, prosegue, che nell'ordinamento americano il concetto di reputation e di non profit organization sono anche giuridici e potrebbero far assumere alla Fondazione il ruolo di terreno neutrale rispetto a divergenti interessi dei coniugi, che peraltro non potrebbe patrimonialmente soddisfare. In ogni caso, tutto dipenderà dal tenore umorale della separazione", conclude Florian.

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