Germania, si moltiplicano gli attacchi contro i rigugiati cristiani

Il Ministro dell’Interno bavarese: "Chiunque voglia vivere in questa terra deve prendere immediatamente le distanze da qualsiasi forma di tendenza anti-cristiana. Altrimenti queste persone non sono benvenute"

Germania, si moltiplicano gli attacchi contro i rigugiati cristiani

I rifugiati cristiani continuano ad essere sotto attacco. In Germania si sono registrati quasi 100 casi di violenza e atti vandalici contro fedeli e simboli cristiani, ha dichiarato la BKA, polizia criminale federale tedesca, anticipando uno report del 2017 che è destinato a far discutere.

14 rifugiati di fede cristiana sono stati attaccati da altri richiedenti asilo solo perché cristiani. Violenze che sono sfociate lo scorso anno nell’uccisione di un rifugiato afghano a Prien, in Baviera, semplicemente perché aveva deciso di convertirsi e credere in Gesù Cristo.

Le altre violenze sono vandalismi e devastazioni contro chiese o simboli cristiani proprio nella terra di Goethe, Lutero, Adenauer, Ratzinger.

Il Ministro dell’Interno bavarese, il conservatore Joachim Herrmann (CSU), ha immediatamente reagito a questi preoccupanti dati dichiarando che l’integrazione in Germania richiede l’assoluta tolleranza e accettazione dei valori cristiani. “Chiunque voglia vivere in questa terra deve prendere immediatamente le distanze da qualsiasi forma di tendenza anti-cristiana. Altrimenti queste persone non sono benvenute”, ha aggiunto il Ministro come riportato dal Deutsche Welle.

La Germania non è nuova a questo tipo di violenze. Così come riportato da Occhi della Guerra, nel periodo febbraio-settembre 2016, 743 cristiani e 10 yazidi nei campi profughi tedeschi hanno subito minacce di morte, violenze sessuali o altri attacchi di vario genere da parte di richiedenti asilo di fede mussulmana (accusati dal 91% delle vittime).

Ora la Germania si appresta a considerare chiese o altri edifici cristiani target sensibili di atti vandalici a sfondo religioso mentre, nonostante le denunce del 2016, niente è stato ancora fatto per dare maggiore protezione ai richiedenti asilo cristiani nei campi profughi in Europa dove devono difendersi da soprusi e violenze, nascondendo persino le Bibbie per paura di essere identificati come “infedeli”.

È la prima volta nella storia che la polizia federale tedesca ha dovuto raccogliere dati riguardanti la Cristianofobia in Germania.

Una reazione però deve venire anche dalla società civile occidentale e prendere esempio proprio da quei cristiani perseguitati in Medio Oriente e nel mondo, dall’Iraq alla Siria, dall’Egitto alla Nigeria, quando per evitare la loro scomparsa hanno rivendicato con orgoglio le proprie radici religiose, non vergognandosene, erigendo e non distruggendo chiese e continuando ad esporre i loro simboli religiosi senza paura di offendere chi di fede diversa.

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