I jihadisti dell’Isis, che nei giorni scorsi avevano dovuto arretrare sotto la spinta delle milizie curde, sono passati al contrattacco: con una mossa a sorpresa nella notte hanno sferrato una serie di offensive simultanee contro l’esercito siriano e le stesse milizie. Gli uomini di Abu Bakr al-Baghdad sono così rientrati a Kobane e hanno sottratto al controllo del governo siriano due quartieri della città di Hasaka.
Kobane, l’enclave curdo-siriana vicino al confine con la Turchia, era già stata devastata da intensi combattimenti tra settembre e gennaio scorso, fino a quando, il 26 gennaio, i curdi erano riusciti a prenderne il controllo. Fu una vittoria con un’importanza anche simbolica, ma da allora i jihadisti hanno sempre continuato a minacciare la periferia della città; e all’alba i miliziani dell’Isis sono rientrati nella città dalla parte nord della città. L’offensiva è cominciata all’alba con l’esplosione di almeno un’auto vicino I curdi (rilanciati dal regime di Damasco) hanno accusato la Turchia di aver lasciato passare i jihadisti, accusa che Ankara ha definito priva di fondamento. A sud di Kobane, i jihadisti hanno poi giustiziato 23 persone, in maggioranza donne e bambini, ha fatto sapere l’Osservatorio Siriano per i diritti umani.
Nel corso della notte, gli estremisti hanno anche sferrato un attacco contro i quartieri sotto il controllo del regime nella città di Hasaka, nel nord-est del Paese. Ci sono stati scontri e gli aerei dell’esercito hanno bombardato postazioni estremiste.
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