Il prologo già all'andata con gli agguati agli italiani. Il risiko degli alleati in curva e il ruolo dei bergamaschi

Basta una sola miccia per riaccendere le vecchie faide, che imperversano in tutta Europa. Napoli è stato solo l'ultimo teatro, col risultato di mandare in tilt una città intera

Il prologo già all'andata con gli agguati agli italiani. Il risiko degli alleati in curva e il ruolo dei bergamaschi

Da Belgrado a Parigi, da Marsiglia a Francoforte, spesso con l`Italia come campo di battaglia. Perché di battaglia si tratta, poche scuse, e la gente di Napoli ieri pomeriggio se n`è resa conto. È l`internazionale ultrà, una lunga serie di conflitti per le strade d`Europa con la scusa del calcio, ma che dietro di sé nasconde odi territoriali, desideri di vendetta e faide, come nelle vicende della criminalità organizzata.

Francoforte contro Napoli, ma soprattutto a favore di Roma e della Roma. Ieri, anche con infiltrazioni atalantine per la rivalità trentennale che divide gli ultras bergamaschi, gemellati con i tedeschi anche per le simpatie con l`estrema sinistra, da quelli partenopei. Possibili infiltrazioni anche di baresi e salernitani, con la promessa di scontri già dalla partita di andata, quando a Francoforte si registrò una caccia ai sostenitori azzurri con aggressioni nei ristoranti in tutta la città. Le rivalità tra gruppi ultrà sono un fenomeno continentale. È un`unione europea alternativa, quella che si combatte per le strade a colpi di pietre, botte e atti vandalici. Non ci sono zone davvero immuni. Anche in Grecia per esempio abbiamo delle strane alleanze tra Panathinaikos (quindi Atene) pure qui «alleate» con Roma e contro Belgrado, con di mezzo anche il basket. A febbraio, a proposito di Roma e Belgrado, a pochi passi dall`Olimpico una cinquantina di ultras della Stella Rossa è andata, dopo Roma-Empoli, a prendere con la violenza degli striscioni dal gruppo dei Fedayn, storico cuore del tifo giallorosso. Anche qui, è parsa un`azione pro Napoli, in territorio nemico.

Succede di tutto comunque anche «alla periferia dell`impero calcistico». È assodato che a ottobre 2022 degli ultrà del gruppo Delije della Dinamo Zagabria sono andati a Budapest, a vedere il Ferencvaros: sono stati in curva poi hanno aggredito un responsabile del tifo organizzato locale per rubargli uno striscione. Volevano esporlo proprio contro il Ferencvaros, ma nella propria curva. Sfregi che degenerano in violenza.

A Napoli c`è stata in compenso una vera caccia all`uomo, col centro città ridotto a pezzi da una tifoseria che per vie traverse ha deciso di vendicarsi contro un nemico. In nome di cosa? Vendetta probabilmente, perché gli ultrà dell`Eintracht sono rivali del Borussia Dortmund e del Monaco 1860 in patria, ma a livello europeo si considerano vicini alla Roma. I giallorossi, torniamo sempre lì, a livello di tifo organizzato, hanno col Napoli una storia lunghissima e sanguinosa a partire dalla morte di Ciro Esposito prima della finale di Coppa Italia 2014: quello fu il detonatore di questa guerra tra bande, con alleanze trasversali anche al netto delle idee politiche. Così gli ultras del Paris Saint-Germain possono esporre striscioni anti Roma perché sono pro Napoli, ma se incontrano l`Olympique Marsiglia allora iniziano i guai perché l`Om è gemellato con la Sampdoria ed è contro i partenopei. Se ne sono resi conto alcuni tifosi del Napoli aggrediti a Marsiglia. Del resto quelli del Nizza, vicino di casa dell`Om e protagonista di derby infuocati, sono molto amici proprio del Napoli.

Impedire le trasferte è inutile se è così facile trovare appoggi nel posto giusto, come è successo ai tifosi dell`Eintracht, spalleggiati dagli atalantini. È un gorgo infinito in cui non si salva nessuno, come in passato è successo alla Lazio quando 200 suoi tifosi erano stati arrestati a Varsavia per motivi di ordine pubblico prima di una partita contro il Legia.

Laziali che in Spagna vanno d`accordo con il Real Madrid, ma sono in conflitto con l`Atletico. Basta una sola miccia per riaccendere queste faide, che imperversano in tutta Europa. Napoli è stato solo l`ultimo teatro, col risultato di mandare in tilt una città intera.

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