
Il cambio di scenario è avvenuto poco meno di due mesi fa: il primo gennaio 2025. In quella data è infatti cessato il contratto di transito del gas russo attraverso l'Ucraina, con il conseguente annullamento dei flussi in arrivo dalla Russia. Tale evoluzione si è inserita in un panorama energetico europeo variegato, nel quale Austria, Ungheria e Slovacchia dipendono ancora dal gas russo contrariamente all'Italia che, grazie anche all'operato di Snam, si è invece garantita un'indipendenza energetica da Mosca. In questo senso, le strategie italiane di diversificazione degli approvvigionamenti di gas, con l'aumento dei flussi da sud e un incremento della quota di Gnl, si sono unite al contributo strategico degli stoccaggi, fondamentali per la copertura della domanda di gas di questi mesi invernali rivelatisi più rigidi rispetto a quelli degli ultimi anni. Nel 2024 Snam aveva lavorato per favorire il completo riempimento di tutti i siti di stoccaggio gestiti, raggiungendo la soglia record del 98,5% al termine della campagna di iniezione (31 ottobre). Questa azione ha dato un solido vantaggio al nostro Paese, che è così stato in grado di affrontare senza particolari difficoltà l'inverno. «Abbiamo stoccaggi superiori alla media europea, superiori rispetto a quasi tutti i Paesi. Questo determina che non abbiamo una preoccupazione», ha confermato nei giorni scorsi il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Lo stoccaggio di gas in Italia, pur con una percentuale di riempimento dei siti che a inizio febbraio 2025 era del 58%, quindi inferiore a quella dell'anno scorso (61%), a oggi è infatti comunque superiore a quella della media degli ultimi cinque anni (55%). Lo attesta una elaborazione su dati Snam e Gas Infrastructure Europe (Gie). In termini assoluti, contando anche la riserva strategica, la nostra disponibilità in giacenza è oggi di 11,1 miliardi di metri cubi, poco meno dell'anno scorso (11,4) ma più alta rispetto alla media degli ultimi cinque anni (10,3). Sono inoltre in crescita sia il flusso di metano in entrata rispetto all'anno scorso, sia il gas naturale liquefatto (Gnl) rispetto alla media dell'ultimo quinquennio. In particolare, dal 1° gennaio al 10 febbraio 2025, nel nostro Paese sono entrati via tubo 4,4 miliardi di metri cubi (nel 2024 erano 4,3 e la media degli ultimi cinque anni è stata di 6), mentre via nave sono arrivati 2 miliardi di metri cubi (1,9 nel 2024; 1,4 invece la media del quinquennio precedente). Da novembre scorso fino a gennaio, gli stoccaggi hanno rappresentato una quota del 30% sul gas naturale immesso nella rete nazionale.
Più in dettaglio, a gennaio gli stoccaggi hanno rappresentato il 37% della copertura della domanda di gas, seguita dalle pipeline da Sud, in particolare quella di Mazara del Vallo con il gas in arrivo dall'Algeria e la quota di Gnl, di cui sono arrivati in Italia oltre 15 carichi.
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