
L’annuncio di una nuova ondata di dazi da parte dell’amministrazione Trump – che prevede aumenti fino al 25% su acciaio, alluminio, automobili e componentistica – ha suscitato preoccupazioni diffuse tra gli analisti finanziari, che temono ripercussioni severe sulla crescita globale, sulla fiducia dei mercati e sulle politiche monetarie sta devastando i mercati europei. Il Dax di Francoforte perde l'1,89%. A Parigi il Cac registra -1,49%. Anche Londra cede un corposo 1,3%. Milano tra le peggiori con -3,43%, scendendo sotto i 36mila punti. Crollo anche per Madrid a -3,18%. Ecco perché gli analisti sono chiamati a delineare un nuovo quadro macroeconomico e, in virtù di questo, definire nuove strategie di investimento.
Lo scenario globale: recessione più vicina
Secondo Deutsche Bank, gli effetti sulla crescita sono “inequivocabilmente negativi”. L’istituto tedesco stima che l’inasprimento tariffario potrebbe costare fino a 0,7 punti percentuali di Pil all’Eurozona e 0,6 punti percentuali al Regno Unito. “L’aumento medio delle tariffe per l’Ue sarà di circa 16 punti percentuali, mentre per il Regno Unito si stima un incremento vicino a 11 punti”, avvertono gli analisti. Sul fronte inflazionistico, l’impatto è incerto: “La debolezza della crescita è disinflazionistica, ma la disruption nelle catene di approvvigionamento e le ritorsioni potrebbero spingere i prezzi al rialzo”.
Ubs condivide l’allarme, ma intravede uno spiraglio nel medio termine. “Senza un’inversione di rotta entro tre-sei mesi, ci attende uno scenario negativo che include una recessione significativa negli Stati Uniti e mercati azionari in calo”, afferma la banca svizzera. Tuttavia, il loro scenario base prevede una progressiva attenuazione delle tariffe entro fine anno, sotto la pressione di imprese e politica interna. “Il tasso effettivo delle tariffe Usa è salito dal 2,5% pre-elezioni al 25%: potrebbe toccare il 30%, ma ci aspettiamo un rientro verso il 10-15% entro fine 2025”, spiegano.
Le previsioni di crescita di Ubs sono cupe: “Ci aspettiamo una crescita del Pil Usa sotto l’1% nel 2025, con una possibile recessione intra-annuale”, mentre in Europa “la crescita potrebbe ridursi di 50-100 punti base”. In merito alla politica monetaria, la banca prevede “3-4 tagli dei tassi da parte della Fed nel 2025, mentre la Bce potrebbe scendere sotto il 2% se la situazione dovesse peggiorare”.
Nicolas Forest, Chief Investment Officer di Candriam, è ancora più diretto: “Una recessione entro la fine del 2025 sembra sempre più possibile e l'inflazione è destinata a salire”. Forest avverte che “lo scenario di base di un soft landing è stato superato da quello di uno shock politico con conseguenze reali sull’economia globale”, mentre la Federal Reserve potrebbe “attendere maggiore chiarezza prima di agire, con tre ulteriori tagli dei tassi previsti per il 2025”.
Sul fronte europeo, Candriam resta prudente: “È improbabile che le misure annunciate dai leader europei riescano a compensare immediatamente lo shock derivante dai dazi”. Inoltre, sottolinea Forest, “la crescente incertezza potrebbe indurre le aziende a ritardare investimenti e assunzioni, in un contesto in cui l’Eurozona resta fortemente esposta alla domanda esterna”.
Infine, l’attenzione si sposta sulla risposta dell’Europa. Deutsche Bank si aspetta una “ritorsione da parte dell’Ue, ma il processo sarà lento e non necessariamente inflazionistico”. Ubs invece invita a osservare l’evoluzione della politica statunitense interna, dove “pressioni legali e di lobbying potrebbero aprire la strada a compromessi, come aumenti della spesa per la difesa europea o accordi bilaterali”.
In sintesi, gli analisti convergono su un punto: l’escalation commerciale di Trump ha aperto una fase di forte incertezza. “L’annuncio sui dazi è stato più aggressivo del previsto e ha sorpreso anche i mercati”, conclude Ubs. “La volatilità sarà la norma nei prossimi mesi”.
Lo scenario operativo: cosa fare
L’attuale contesto di mercato – segnato dall’annuncio dei nuovi dazi, dalle crescenti tensioni geopolitiche e dall’attesa per una svolta più accomodante nella politica monetaria – sta spingendo molti investitori verso una logica di de-risking, ovvero di riduzione dell’esposizione agli asset più volatili. Di fronte a questo scenario incerto, le principali case di investimento invitano alla prudenza, ma con sfumature differenti nelle strategie suggerite.
Ubs suggerisce di mantenere un posizionamento difensivo, puntando su asset di qualità e su settori resilienti come la sanità o i consumi di base. La banca elvetica consiglia inoltre di evitare di inseguire il rimbalzo delle Borse e di privilegiare un approccio selettivo, soprattutto in ambito azionario.
Deutsche Bank, dal canto suo, invita a non sottovalutare la possibilità che la Fed debba effettivamente tagliare i tassi prima del previsto, qualora i segnali di rallentamento economico dovessero intensificarsi. In questo caso, secondo gli analisti della banca tedesca, potrebbe crearsi un contesto favorevole per un rafforzamento dei titoli obbligazionari a lunga scadenza e, in parte, per asset alternativi.
Candriam sottolinea l’importanza di diversificare il portafoglio, anche attraverso strumenti tematici e investimenti sostenibili, ma senza dimenticare la protezione del capitale. L’approccio suggerito è quello di un’esposizione “barbell”, ovvero bilanciata tra asset difensivi e opportunità di crescita in settori innovativi.
Infine, CoinShares fornisce una lettura specifica sul fronte cripto. L’annuncio dei dazi ha avuto un impatto diretto sul Bitcoin, che ha toccato un massimo di 88.300 dollari per poi correggere a 85.200 a causa dei dettagli delle misure annunciate. L’incertezza sul fronte commerciale, unita alla possibilità che la Fed debba abbassare i tassi con maggiore decisione, sta favorendo dinamiche di rotazione verso asset decorrelati come il Bitcoin. Secondo CoinShares, un eventuale indebolimento del dollaro – conseguenza diretta di una politica monetaria più espansiva – potrebbe ulteriormente sostenere il prezzo della criptovaluta, dal momento che storicamente le due asset class tendono a muoversi in direzioni opposte.
In sintesi, il consiglio comune è quello di muoversi con cautela, mantenendo un
portafoglio ben diversificato, aperto agli asset alternativi ma con attenzione al rischio. Le opportunità non mancano, ma vanno selezionate con cura, alla luce di un quadro macro che resta complesso e in continua evoluzione.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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