Adozioni impossibili per gli etero. Solo una coppia su 10 ci riesce

Nel 2021 accolte solo 800 richieste su 8mila domande presentate in Italia. I tempi? Fino a 5 anni di attesa

Adozioni impossibili per gli etero. Solo una coppia su 10 ci riesce
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Adottare in Italia è un percorso ad ostacoli e il primo comandamento da rispettare è «non avere fretta». Un bambino non è un pacco postale, ovvio, ma volte anche i più volenterosi abbandonano la loro chimera di diventare genitori, per sfinimento.

Ci sono due strade da percorrere, entrambe lunghe e impervie. La prima è quella dell'adozione nazionale, la più difficile. Basti pensare che nel 2021 a fronte di 8mila domande, sono stati adottati solo 866: i bambini italiani adottabili sono pochi le domande sono moltissime. Ecco perché l'adozione internazionale è la via più gettonata anche se nel 2022 ne sono arrivate a buon fine solo 565, mentre ben 2.382 sono le pratiche pendenti.

La premessa però è che i requisiti previsti dalla legge sono uguali per tutte le coppie genitoriali. Bisogna essere sposati da almeno tre anni ed aver compiuto i 25 anni di età e al momento dell'inizio dell'iter di adozione di un neonato il genitore più giovane non deve aver superato i 41 anni e i 58 per un minore diciassettenne. Solo in casi eccezionali è possibile per un single adottare ma è vietata l'adozione per le coppie omosessuali.

Se una coppia ha le caratteristiche indicate dalle norme, si parte. La trafila inizia con la richiesta alla Asl, poi si passa all'assistente sociale infine al Tribunale dei minori. «Ma dall'idea di adottare a quando può abbracciare un bambino passano quattro-cinque anni» puntualizza Francesco di Ai.BI, l'associazione Amici dei bambini autorizzata a operare in 30 paesi. «La legge dice che la pratica di idoneità deve concludersi in sei mesi racconta Francesco ma non succede mai: i servizi prendono appuntamenti molto scaglionati, i colloqui al tribunale hanno tempi dilatatissimi, e per ottenere l'idoneità si aspetta anche tre anni».

E dopo la burocrazia, arrivano gli ostacoli ancora più dolorosi. Giovanna e suo marito, residenti a Napoli, hanno ottenuto il decreto di adottabilità nel 2019 e ancora aspettano di accogliere Valery, conosciuto a sette anni a Minsk. Ora ne ha undici ed è ancora bloccato nell'orfanatrofio. E i suoi genitori italiani ora confidano nel nuovo esecutivo.

Le storie di amori a distanza però sono tantissime e molto dolorose. Ci sono genitori che aspettano i loro figli adottivi cinesi da più di tre anni: le frontiere sono aperte ma con l'Italia non c'è ancora il via libera. In Russia tutto si è bloccato. Ma anche dove non ci sono guerre, esistono grossi problemi. In Brasile è cresciuta molto l'adozione interna, rimangono adottabili solo i più grandi, minimo dieci anni. In Romania l'iter è più rapido, anche meno di un anno, ma solo se uno dei coniugi ha nazionalità rumena. Ad Haiti invece cercano di snellire le pratiche fissando il primo colloquio con il bambino online per evitare due viaggi alla coppia disponibile.

I costi di trasferimento sono molti pesanti. «In Bolivia è richiesto un mese di permanenza spiega Francesco e meno di 20mila euro per un'adozione è impresa impossibile. E lo Stato è molto lento a dare una mano». Ogni coppia, infatti, avrebbe diritto ad avere un rimborso di 9mila euro per le spese sostenute e il 50% delle spese in detrazione. «Sono stati sbloccati da poco i fondi delle adozioni che si sono concluse due anni fa».

E non è un caso che le adozioni registrino un trend in continua discesa. «Il massimo delle adozioni è stato raggiunto nel 2010 grazie all'azione del governo Berlusconi ammette Francesco ne sono state fatte ben 4.130 l'anno scorso ci siamo fermati a 565».

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