Ansia da shopping, la coda è online

Per l'anticipo del Black Friday c'erano oltre 85mila persone in attesa

Ansia da shopping, la coda è online

Ore 11 del mattino di un giorno di ordinaria follia. Gli eventi epocali sono due: una nota catena di prodotti tecnologici (diciamolo pure, Mediaworld) lancia il Black Friday con una settimana di anticipo (anzi, il Black Friiiiiday, visto che dura già da un paio di settimane); una notissima azienda che produce console per videogiochi immette sul mercato la sua ultima creazione, la Ps5. Boom. Capirete che il combinato disposto è roba da tempesta perfetta. E infatti lo sventurato che si avventura timidamente alla ricerca di notizie su una nuova lavatrice, si trova improvvisamente in coda. E ben distanziata, visto che il tutto accade davanti al computer.

In pratica: siamo ormai nell'era dei click day e la rivoluzione tecnologica ha dato un volto digitale anche alla fila davanti al negozio che non c'è. L'anno scorso per dire, proprio per il Black Friday (senza tante i) si erano registrati serpentoni di popolo fino a 10 chilometri. Quest'anno si è fatto di meglio: alle 11 del mattino di cui sopra (ieri) il sito in questione avvisava di mettersi appunto col mouse in attesa. E che davanti, anche se non si vedevano, c'erano la bellezza di 85623 persone, per un'attesa stimata di 28 minuti. Facendo i calcoli e mettendo uno spazio vitale di una cinquantina di centimetri divisi tra davanti e dietro, fanno quasi 43 chilometri. Che a quel punto sembrano tutti veri.

Insomma: saremo in emergenza, non avremo soldi in tasca, il futuro non ci arride. Ma se c'è uno sconto alle porte perdiamo subito la testa. Kaspersky, la società specializzata nel difendere il web dagli attacchi hacker, ha spiegato in una ricerca che l'82% degli utenti italiani è disposto a condividere le proprie informazioni personali con i rivenditori online in cambio di grandi sconti e soltanto il 27% è consapevole dei rischi cibernetici durante giorni come questo. Il resto è l'affare del giorno: buttarsi a comprare cose che magari non ci servono per essere felici di aver risparmiato avendo speso dei soldi. Un controsenso? Forse.

O forse conta di più che noi, popolo contrario a dare i nostri dati a Immuni perché ce li rubano, ci mettiamo in fila sul web accapigliandoci per il bonus monopattino o per uno sconto che precederà di qualche giorno un sottocosto. E così non è neppure un caso che a accompagnare la coda virtuale abbiano chiamato Elio e le Storie Tese. Testimoni(al) azzeccati di un nonsense ormai quotidiano.

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