Assalto "amico" all'eredità di Lady Gucci: 8 indagati

Conoscenti, avvocati e consulenti l'hanno "spennata". Per i pm è "circonvenzione d'incapace"

Assalto "amico" all'eredità di Lady Gucci: 8 indagati

Otto persone, tra cui due avvocati, risultano indagate nell'inchiesta della Procura di Milano sulla gestione del patrimonio, milionario in euro, ereditato da Patrizia Reggiani dalla madre Silvana Barbieri.

I pm indagano per i reati, attribuiti a vario titolo, di circonvenzione di incapace, peculato, furto, corruzione e induzione indebita e hanno notificato ieri l'avviso di conclusione delle indagini. L'atto riporta i nomi dell'ex amministratore di sostegno della vedova Gucci, l'avvocato Daniele Pizzi, della ex compagna di cella di Reggiani, Loredana Canò, dell'avvocato Maurizio Giani, legale di Silvana Barbieri, morta nel 2019, di Marco Chiesa, consulente finanziario sempre della madre della vedova Gucci. Ancora: Marco Riva e Maria Angela Stimoli, presunti «prestanome», e Mario Wiel Marin e Marco Moroni, titolari di una società che ha svolto una perizia sul valore di alcune società immobiliari amministrate da Barbieri. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Michela Bordieri, sono affidate alla Guardia di finanza.

Patrizia Reggiani ha scontato 26 anni di carcere per essere stata la mandante dell'omicidio del marito Maurizio Gucci nel 1995. L'inchiesta sul patrimonio della donna è nata anche da un esposto di Allegra Gucci, una delle due figlie di Maurizio e Patrizia. Il 19 marzo 2021 il giudice tutelare Ilaria Mazzei aveva disposto la sospensione di Pizzi dall'incarico di amministratore di sostegno per verifiche sulle uscite: 3 milioni di euro in due anni. Silvana Barbieri aveva lasciato alla figlia una villa nel cuore di Milano, un capannone di 10mila metri quadrati in via Mecenate e alcune società immobiliari. Poi aveva incaricato Giani di costituire una Fondazione, da lui stesso presieduta a vita, con in pancia tra l'altro un complesso immobiliare da 14 milioni di euro dietro la stazione Centrale. Tra gli episodi finiti sotto la lente dei pm, il pagamento in nero di 15mila euro per un'intervista televisiva rilasciata da Patrizia Reggiani e il furto di alcuni gioielli da parte della sua ex compagna di cella poi diventata «assistente» e «punto riferimento fiduciario». Gli indagati per circonvenzione di incapace avrebbero abusato dello stato di fragilità psichica di Reggiani, «affetta da sindrome post frontale» dopo un tumore al cervello asportato nel 1992.

Nel 2018 Canò andò a vivere nella casa della vedova, con «il pieno controllo della gestione domestica» e, secondo i pm, impedendo alle figlie di vederla e convincendola a firmare una polizza vita da 6,6 milioni facendosi indicare tra i beneficiari.

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