"Autogol clamoroso e non giustificabile. E lo dico da iscritto all'associazione"

Il senatore del Pd Marcucci: "No a incertezze di fronte all'invasione di uno Stato"

"Autogol clamoroso e non giustificabile. E lo dico da iscritto all'associazione"

Dal Pd giunge la condanna netta nei confronti dell'Anpi dopo le accuse al governo di Washington di aver - «innescato il conflitto tra Russia e Ucraina con il continuo allargamento della Nato ad est, vissuto legittimamente da Mosca come una crescente minaccia». L'ex capogruppo dei dem al Senato Andrea Marcucci - in un'intervista al Giornale - non fa sconti ai partigiani: «Per la credibilità dell'Anpi, spero che certe affermazioni siano rettificate. Da iscritto all'associazione sono molto perplesso».

E sul segretario del Pd Letta Marcucci rassicura: «È giusto dare atto al segretario Letta di aver sostenuto da subito una posizione fieramente atlantista».

L'uscita dell'Anpi contro Biden è un clamoroso autogol?

«Confermo, direi clamoroso e non giustificabile. Non è infatti ammissibile in alcun modo che di fronte ad una palese invasione di uno Stato sovrano, ci siano incertezze o chiamate di correità nei confronti di Biden o della Nato. Spero per la credibilità dell'Anpi, che certe affermazioni siano rettificate. Da iscritto all'associazione sono molto perplesso».

Il Pd è compatto? Non c'è rischio che le accuse dell'Anpi a Biden possano trovare condivisione in un pezzo del Pd?

«È giusto dare atto al segretario Letta di aver sostenuto da subito una posizione fieramente atlantista. Su questo credo che il Pd sia davvero unito anche nel delicato passaggio parlamentare di martedì. Ed aggiungo tutto il centrosinistra deve essere unito a sostegno dell'Europa e dell'Alleanza Atlantica, senza equilibrismi e senza tatticismi. Sono anche soddisfatto dalla posizione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio: da lui sono venute le parole più nette ed inequivocabili di tutta la galassia 5 stelle».

Ritorniamo al conflitto, sanzioni unica strada?

«Sanzioni dure, sostegno alla resistenza Ucraina: Putin deve rendersi conto del suo totale isolamento nel consesso civile. Molto bene Draghi sull'esclusione della Russia dal sistema internazionale di pagamenti swift».

Ad oggi è impossibile la ripresa del negoziato tra Kiev e Mosca?

«Nulla è impossibile, ma anche le notizie del giorno ci dicono che Putin ha intenzione di andare avanti nell'aggressione all'Ucraina. Le sanzioni hanno proprio l'obiettivo di costringere il Presidente russo alla mediazione».

Se sì, a quali condizioni?

«La fine del conflitto ovviamente è la prima e la più urgente condizione. Non possiamo tollerare, nel cuore dell'Europa, una tale prepotenza, in barba a tutti i regolamenti internazionali.

Prima di invadere l'Ucraina, Putin era a conoscenza di tutte le mediazioni tentate, ha preferito dare a corso alle sue minacce immaginarie, ai suoi ragionamenti inventati. Il suo obiettivo vero era invadere il Paese, non trovare soluzioni. Ora le sanzioni devono fargli cambiare idea».

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