Ballottaggi, lo stop di La Russa spiazza gli alleati

Il presidente del Senato frena l'emendamento sulla soglia ridotta al 40%: "Rischi d'improponibilità"

Ballottaggi, lo stop di La Russa spiazza gli alleati
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Niente riduzione delle soglie per i ballottaggi alle Comunali, almeno per ora. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha invitato a un «attento esame» dell'emendamento del centrodestra al Dl Elezioni. Il messaggio, che è stato recapitato al presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Alberto Balboni, suggerisce uno stop tecnico.

La maggioranza avrebbe voluto modificare le norme sul ballottaggio, abbassando la soglia al 40%. Con i cambiamenti normativi, i sindaci dei Comuni con più di 15 mila abitanti sarebbero stati eletti con il 40% dei consensi, invece della maggioranza assoluta prevista dalla legge attuale. La presidenza del Senato, però, ha evidenziato «seri rischi» che le novità potessero essere improponibili. E questo per ragioni regolamentari. L'articolo 97 del regolamento del Senato chiarisce le cause di dichiarazione di «improponibilità» e «inammissibilità». Tra questi motivi, per gli emendamenti, c'è anche l'«estraneità» all'«oggetto della discussione». Il decreto legge in discussione riguarda il prossimo turno delle amministrative, che si svolgerà il 25 e il 26 maggio. E non la legge elettorale per le elezioni amministrative.

Del resto, anche il presidente della Commissione Alberto Balboni, di Fdi, aveva sottolineato la necessità di «studiare», anche in base a casi «analoghi» ma non «identici». «La Russa è quasi un mese che non parla con me», ha aggiunto ieri Balboni, dopo il freno suggerito dal presidente del Senato. Lucio Malan, capogruppo di Fdi a Palazzo Madama, tra i proponenti dell'emendamento insieme ai capigruppo di Lega e Fi, continua a ritenere la proposta «positiva». «Siamo in ogni caso convinti della positività della modifica proposta - ha spiegato - , a suo tempo sostenuta anche dal Pd». Ma Malan ha anche aggiunto come il centrodestra si rimetta alle decisioni di La Russa e Balboni. Maggioranza spiazzata, quindi, ma il motivo sollevato dalla presidenza è prettamente regolamentare.

I dem continuano a combattere contro la riduzione della soglia del ballottaggio. «Ci opporremo con ogni strumento parlamentare - ha detto Elly Schlein - al blitz notturno sul ballottaggio». Le risponde Maurizio Gasparri, capogruppo di Fi al Senato: «Se la Schlein avesse la pazienza di informarsi - fa presente l'azzurro - , scoprirebbe che i capigruppo del centrodestra hanno chiamato il suo capogruppo Boccia ed altri capigruppo in anticipo sulla scadenza degli emendamenti per una corretta informazione, sulla nostra decisione di riproporre la questione del 40%».

L'esponente di Forza Italia ha ricordato anche che Matteo Ricci, dem e candidato alla presidenza della Regione Marche, si sia detto favorevole in passato a quello stesso schema di legge per le amministrative.

«Il turno di ballottaggio a cui partecipa poca gente, quindi sempre più privo di valenza democratica, sarà abolito», ha assicurato Gasparri. Con ogni probabilità, Fdi, Lega e Fi continueranno a spingere per abbassare la soglia prevista per il ballottaggio nei grandi Comuni.

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