Berlusconi smaschera la sinistra: "Si conferma il partito delle tasse"

Berlusconi aveva sostenuto il compromesso sul catasto, ma il centrosinistra "si è confermato il partito delle tasse". Forza Italia e Lega attaccano Pd e M5S: "Impongono al governo di tassare ancora di più la casa"

Berlusconi smaschera la sinistra: "Si conferma il partito delle tasse"

"Con i costi dell'energia alle stelle e l'inflazione ai massimi storici, in un momento di grande preoccupazione per la guerra alle porte e con il Covid che ancora fa paura, la sinistra impone al governo di aumentare le tasse sulla casa. Non abbiamo parole". Forza Italia e Lega esprimono senza mezzi termini il loro disappunto per quanto accaduto in serata in commissione Finanze alla Camera, dove la maggioranza si è spaccata e di conseguenza il governo ha rischiato grosso.

A dividere i partiti è stato l'emendamento per lo stralcio dell'articolo della delega fiscale sul catasto, bocciato per un solo voto: i favorevoli sono stati 22, mentre i contrari all'emendamento 23. Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Liberi e uguali e Azione si sono messi di traverso alla proposta avanzata dal centrodestra.

Berlusconi attacca la sinistra

Dagli ambienti forzisti fanno sapere che Silvio Berlusconi fino all'ultimo momento utile ha sostenuto convintamente il tentativo di mediazione messo in campo per evitare profonde divergenze all'interno della maggioranza. Una posizione che fa rima con un pilastro ben saldo: il no alle nuove tasse "è un punto fermo e qualificante per Forza Italia". In sostanza è ciò che il Cav avrebbe ribadito al premier Mario Draghi nel corso di una telefonata nel pomeriggio. Un colloquio per provare a portare gli azzurri su un binario favorevole, ma che ha trovato la ferma contrarietà di Berlusconi.

Il leader azzurro avrebbe inoltre ricordato di essere stato proprio lui a togliere l'Imu e di essersi sempre impegnato a diminuire la tassa sulla casa. Nonostante il tentativo di sintesi portato avanti con le altre forze politiche, alla fine la proposta di mediazione non è passata. Questo testo non è stato esaminato a causa della contrarietà della sinistra che, sostiene Berlusconi, si conferma ancora una volta "il partito delle tasse".

L'ombra della patrimoniale

Per Maurizio Gasparri le case rappresentano "un bene prezioso per gli italiani" e non "un limone da spremere": il senatore ha rimarcato la posizione contraria di Forza Italia "a ogni revisione degli estimi catastali che possa ipotizzare inasprimenti fiscali". Il timore di Matteo Perego, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, è che la riforma del catasto così com'è stata imposta al Parlamento sia "una porta verso la patrimoniale".

Giorgia Meloni è convinta che così la riforma del catasto "è una patrimoniale nascosta": la leader di Fratelli d'Italia, ricordando che uno dei fulcri del centrodestra è sempre stato quello di essere fermamente contrario a un provvedimento di questo tipo, ha chiesto a Forza Italia e Lega di votare "no" alla delega fiscale.

Salvini incontra Draghi

Dopo lo scontro nella maggioranza, Matteo Salvini viene descritto del tutto "esterrefatto". Fonti del Carroccio riferiscono che il leader della Lega ha chiesto un appuntamento al premier Mario Draghi. "Non mi spiego l'insistenza di queste ore sulla revisione del catasto e il conseguente, negativo segnale di un futuro aumento di tasse" ha rimarcato. Senza dimenticare le altre urgenze sul tavolo, tra cui il caro-bollette e la crisi economica alle porte.

Sempre dal partito di via Bellerio fanno filtrare una linea dura che non lascia presagire nulla di buono nell'ottica della stabilità del governo: i leghisti hanno avvertito che a partire da questo momento "ci teniamo le mani libere" sulla delega fiscale.

Dunque il partito di Salvini si sentirà libero di votare "secondo quelle che sono le indicazioni della politica fiscale da sempre della Lega", dalla flat tax al saldo-acconto passando per cedolare secca e battaglia sulle cartelle.

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