"Un milione di bimbi fuggiti in 13 giorni". Sofia morta di sete sotto le macerie. Oggi nuova tregua

Li chiamano corridoi umanitari, ma in realtà sono percorsi che portano al massacro

"Un milione di bimbi fuggiti in 13 giorni". Sofia morta di sete sotto le macerie. Oggi nuova tregua

Li chiamano corridoi umanitari, ma in realtà sono percorsi che portano al massacro. I russi continuano a non rispettarli e ieri a Mariupol, circondata ma non conquistata, e Zaporizhzhia si è consumata l'ennesima carneficina con bombardamenti nel corso della giornata. Il ministro degli Esteri ucraino Kuleba parla di «crimini di guerra» e i rallentamenti dell'evacuazione per via delle bombe sono stati segnalati anche dal personale della Croce Rossa Internazionale, che ha tentato una mediazione, convincendo Mosca a riaprire i percorsi oggi alle 9.30. Proprio da Mariupol è arrivata la notizia di una bambina di 6 anni, Sofia, morta per disidratazione. La tragedia è stata ricordata dal presidente Zelensky nel discorso in video collegamento in diretta trasmesso ai deputati della Camera dei Comuni britannica. Da giorni nella regione del Donetsk i russi hanno interrotto le forniture di luce, acqua e gas. A Vorzel, Bucha, Gostomel, Zabuchcha e Mykhailivka-Rubezhivka le truppe russe non consentono alle persone di lasciare le case. A Priirpin ci sono cadaveri negli scantinati e nelle strade, ma la Croce Rossa non riesce ad avvicinarsi. Solo Sumy è riuscita a tenere aperto il corridoio.

La guerra sta generando una crisi di rifugiati mai vista. Le vittime sono soprattutto i minori. James Elder, portavoce di Unicef, alla Cnn parla di un milione di bambini scappati in due settimane. Sono dati che fanno rabbrividire». La commissaria per i diritti umani, Lyudmila Denisova, ha aggiunto che sono 41 i bambini morti dall'inizio dell'invasione, 76 quelli feriti. Intanto la famosa fase 2 del conflitto, annunciata dall'intelligence di Kiev, è stata ieri confermata da Oleksiy Arestovych, il consigliere per le azioni militari del presidente Zelensky. Lo scenario disegnato è inquietante. Arestovych è convinto che Mosca bombarderà a tappeto Kiev (i russi sono ancora a 60 km dalla capitale), Kharkiv, Chernihiv, Sumy, Mariupol, Mykolayiv, tagliando l'accesso ai confini amministrativi delle regioni di Lugansk e Donetsk. Putin si affiderà ai Sukhoi 24 Fencer e ai Sukhoi 30, caccia che volano a 4mila metri d'altezza e che possono eludere la portata dei missili terra-aria Stinger. Senza dimenticare che entrambi sono in grado di sganciare bombe termobariche e testate incendiarie. Parte dei velivoli russi partirà dalle basi bielorusse di Baranovichi, Lida e Machulishchy, ma al momento Minsk non ha confermato il coinvolgimento diretto. «Le unità bielorusse sono state trasferite a un livello più alto di prontezza al combattimento, ma le condizioni morali e psicologiche del personale sono estremamente basse», fa notare Arestovych.

Nel Mar d'Azov non ci sono ancora significative azioni attive dell'esercito russo. Tuttavia è fondata la possibilità di attacchi missilistici su strutture statali e militari da parte delle navi della flotta del Mar Nero e della flottiglia del Caspio. Ieri sera l'Ucraina ha conosciuto un primo assaggio, neutralizzando alcuni missili esplosi dalle navi. Un razzo però ha colpito la motovedetta Slavyansk, e al momento risultano 5 dispersi. In attesa della possibile pioggia di fuoco, l'Ucraina ha richiamato in patria le truppe attualmente impiegate nelle missioni internazionali, ma si trova a fare i conti con il 13° giorno di bombardamenti. Sono 18 i civili rimasti uccisi nell'attacco aereo che ha colpito Sumy, nel Nord-Est. Tra le vittime, anche due bambini. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha denunciato il danneggiamento di un impianto di ricerca nucleare a Kharkiv. I danni non hanno per fortuna provocato la diffusione di materiale radiologico pericoloso. A Izyum, sempre nella regione di Kharkiv, dove sono in corso aspri combattimenti, le truppe russe hanno distrutto l'ospedale della città. Nel pomeriggio le sirene hanno iniziato a suonare a Vinnytsia, Kalinovka, Pyriatyn e Zhytomyr, poco dopo bombardate. Nella regione di Chernihiv, le mine anti-carro disseminate sulle strade, hanno provocato l'uccisione di 3 civili.

I servizi segreti russi starebbero ricorrendo a gruppi di infiltrati per intimidire e diffondere il terrore tra i civili, in modo da schiacciare la resistenza. I comandi militari di Kiev spiegano che nelle regioni di Kherson e Mykolayiv vengono utilizzate unità di lotta psicologica per influenzare la popolazione.

Nelle località di Oleshok e Gola Pristan (vicino a Kherson), i residenti degli insediamenti in mano ai russi sono tuttavia scesi in strada organizzando proteste. La resistenza tenta l'impossibile e dai dati del Pentagono, Mosca avrebbe perso tra i 2mila e i 4mila uomini.

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