
Carlo Nordio lo aveva anticipato al Giornale già lo scorso 8 marzo quando, intervistato dal direttore Alessandro Sallusti, a proposito del sovraffollamento carcerario aveva spiegato la ricetta del governo: «Piccole strutture modulari sicure e confortevoli, facili e veloci da costruire e da controllare. L'altro giorno sono stato a San Vito al Tagliamento a inaugurare il cantiere di una di queste strutture che sorgerà al posto di una vecchia caserma rasa al suolo. Tra poco più di un anno potrà ospitare fino a trecento detenuti». E il Guardasigilli aveva anche aggiunto che era stato nominato anche un commissario straordinario per individuare nuovi posti letto e nuove aree per i «moduli», concludendo: «Pensiamo entro due o tre anni di aumentare la capacità ricettiva del sistema carcerario di settemila posti». Ora, la conferma: il 10 aprile va a bando la gara per le aziende che vogliono proporsi per realizzare i primi 1.500 moduli, e 400 sono già in via di installazione come test: si tratta di strutture prefabbricate di 6 metri per 5, adatte a ospitare ognuna fino a 4 detenuti, e dotata anche di servizi igienici.
Soddisfatto il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. «C'è un commissario nominato appositamente per velocizzare la costruzione di nuovi posti detentivi: alcuni sono ricavati da vecchi padiglioni mentre altri con nuovi moduli, ma tutto è assolutamente rispettoso della normativa e consentirà di non avere più il sovraffollamento che oggi c'è», ha spiegato Delmastro, che invece sulla nomina del capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, ancora vacante, ha detto che non ci sono novità.
Ma nonostante in via Arenula si creda nella soluzione-prefabbricati, qualcuno già storce il naso. «I nuovi moduli detentivi saranno realizzati in totale dispregio delle indicazioni costituzionali sulla sicurezza e sulla tutela della dignità delle persone? Nordio chiarisca», domandano i componenti dem della commissione Giustizia a Palazzo Madama, Alfredo Bazoli, Franco Mirabelli, Anna Rossomando e Walter Verini. Per i quattro senatori dem «con i nuovi moduli non si migliorano di certo la qualità della vita, oggi compromessa da strutture fatiscenti e sovraffollate, di detenuti e personale vigilante, e tantomeno di miglioramento dei canoni di sicurezza degli istituti di pena». Gli esponenti dem chiedono anche, nell'interrogazione a Nordio, a quale tipologia di detenuti saranno destinate le nuove strutture, e sostengono che tanto lo spazio dei singoli moduli quanto i 30 metri quadrati destinati a socialità e spazi comuni in ogni «blocco di detenzione» da 24 ospiti non sarebbero sufficienti, tanto da affermare che il progetto sarebbe portato avanti «in totale dispregio sia della sicurezza che della tutela della dignità delle persone».
Replica ancora Delmastro, «ben felice che ci dicano che non va bene coloro per i quali evidentemente va bene quello che ci han lasciato». Il riferimento è al sovraffollamento nelle patrie galere: 62mila detenuti per 51mila posti letto. E statistiche record sui suicidi: 88 nel 2024 (superando il precedente tetto di 85 del 2022), già 27 nel primo trimestre di quest'anno. Peraltro, Regno Unito e Francia con problemi simili ai nostri per i detenuti in esubero stanno seguendo la stessa strada: In Gran Bretagna le prigioni prefabbricate sono già realtà.
In Francia l'omologo di Nordio, Gérald Darmanin, lo scorso 25 marzo, proprio durante una visita alle strutture britanniche, ha annunciato una gara d'appalto per la costruzione di nuovi spazi carcerari utilizzando, appunto, strutture modulari. Obiettivo: 7.000 posti letto, lo stesso previsto in Italia.
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