Casaleggio blocca gli Stati generali

Lettera di fuoco a Crimi che voleva tagliare fuori "Rousseau"

Casaleggio blocca gli Stati generali

Vito Crimi «taglia» Rousseau dall'organizzazione degli Stati generali del M5S e dichiara (spinto dalla senatrice Paola Taverna) ufficialmente guerra contro Davide Casaleggio. La contromossa del figlio del fondatore del Movimento non si fa attendere. Passano poche ore dalla pubblicazione sul blog dei Cinque stelle del regolamento che porterà il Movimento il prossimo 7 e 8 novembre al primo congresso, che Enrica Sabatini, facilitatore agli Affari interni del Movimento e braccio destro di Casaleggio jr, in una lettera al capo politico Crimi contesta punto per punto le modalità di svolgimento degli Stati generali. Che ora rischiano di saltare a causa dello scontro a colpi di carte bollate. Il capo politico dei Cinque stelle annuncia date e regole: il 23, 24 e 25 ottobre si svolgeranno gli incontri territoriali, nei quali si discuterà dei temi che dovranno occupare il dibattito agli Stati generali. Il 31 ottobre si terrà un secondo incontro a livello regionale. Il 7 e 8 novembre a Roma c'è la kermesse nazionale. Un regolamento contestato punto per punto nella lettera (di fuoco) di Sabatini. Il braccio destro di Casaleggio muove una serie di contestazioni. La prima: «Sono presenti all'interno del regolamento - denuncia Sabatini - disposizioni poco chiare e non disciplinate a livello statutario che non garantirebbero i requisiti minimi di certificazione di partecipanti, di delegati e dei processi deliberativi e decisionali». L'accusa più grave è sull'assenza di trasparenza: «Non sono stabilite le modalità operative attraverso le quali ogni iscritto può manifestare con uguali possibilità la propria disponibilità a essere individuato come rappresentante per partecipare all'incontro nazionale». In pratica non è chiaro come saranno selezionati i delegati nazionali che dovranno poi eleggere la segreteria nazionale. Ma c'è chi all'interno del Movimento spiffera un'altra verità: «Crimi adotta un regolamento così farraginoso su diktat della vicepresidente del Senato Taverna: quest'ultima vuole sbarazzarsi di Casaleggio e Rousseau per aprire la strada al terzo mandato (lei è già al secondo) e allo stop del pagamento delle quote all'associazione». La conferma di una situazione ormai fuori controllo nel Movimento arriva con l'assemblea che si è tenuta ieri sulla piattaforma Zoom tra i parlamentari e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà.

Tra gli argomenti affrontati, le assenze di molti eletti in occasione del voto di sullo scostamento di bilancio. Ma desta malumore anche il tema dell'alleanza strutturale con il Pd, tant'è che diversi eletti hanno puntato il dito contro alcuni esponenti del governo.

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